Un ingegnere campano ha chiesto udienza per l'uso dispregiativo del termine

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ingegnere fa causa alla Crusca
ingegnere fa causa alla Crusca

Il termine terrone entrato a pieno diritto nel vocabolario italiano, ha avuto con il passare delle decadi un’accezione spregiativa figlia delle migrazioni dal mezzogiorno verso il “nord più industrializzato” tra gli anni ‘50 e ‘60. Un termine quindi che è diventato con il tempo sinonimo di “contadino rozzo e ignorante” che proviene da un sud a prevalenza agricolo e quindi inferiore. Eppure a dispetto della concezione che il termine ha assunto nel corso degli anni il termine terrone nasconde anche un significato positivo: terrone è colui che lavora la terra considerata valore di ricchezza nei secoli che furono e orgoglio del meridione.

Proprio da questo punto è partita la battaglia di Francesco Terrone, ingegnere campano che ha fatto causa all’accademia della Crusca a causa della definizione data che riporta solo il significato negativo del termine. L’ingegnere salernitano al “Corriere del mezzogiorno” ha dichiarato di essere orgoglioso delle sue origini. “Lì ci sono le mie radici e la mia identità”, ha dichiarato al Corriere del Mezzogiorno.

Ingegnere fa causa alla Crusca

L’ingegnere campano Francesco Terrone non ci sta. Il termine terrone non è solo negativo, ma nasconde anche un significato positivo. Così sulla base della definizione della parola data dall’accademia della Crusca che ne ha dato solo il significato negativo l’ingegnere campano ha deciso di fare causa alla Crusca. Stando a quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno la prima udienza avrà luogo a settembre al tribunale di Nocera Inferiore.

“Abbiamo esaminato dal punto di vista etimologico e storico la questione. Abbiamo molto materiale da presentare in tribunale”, ha dichiarato Francesco Terrone. Proprio per il suo cognome Terrone ha raccontato di essere stato vittima di scherni: “All’inizio degli anni Novanta, arrivato in Brianza per una supplenza in una scuola, ho resistito due mesi. Mi sono sentito dire che con quel cognome potevo fare l’operaio, non certo l’ingegnere. Sa quante volte a Milano sono rimasto a piedi quando chiamavo un taxi e dicevo il mio nome? Sa quanti giovani presentano i curriculum nelle aziende vergognandosi di essere meridionali?”.

La replica: “Accuse assurde”

Interpellato da Adnkronos il Presidente dell’Accademia della Crusca Marazzini ha dichiarato che nel descrivere il termine terrone non c’è stata nessuna intenzione discriminatoria: “Accuse assurde, anche per noi il termine ‘terrone’ è un’offesa. Assurdo voler far pagare alla Crusca la colpa dell’uso discriminatorio di un termine impiegato nella storia d’Italia quando, anzi, la nostra Accademia ha segnalato questo difetto, lo ha contestato, criticato, condannato, pur facendone, come è ovvio, la storia, perché la storia non si può cancellare ed è del tutto evidente che da parte nostra non c’è mai stato nessun intento discriminatorio e offensivo nel descrivere il significato della parola ‘terrone’”.