Un numero sempre maggiore di persone associa il virus cinese alla birra Corona

Tra il "coronavirus", ovvero il virus mortale che partito da Wuhan, in Cina, sta preoccupando tutto il mondo, e la birra Corona, bevanda messicana molto amata dagli estimatori del prodotto alcolico, non c'è alcun punto di contatto. Due cose diverse, accomunate solo da una parola, che non c'entrano nulla l'una con l'altra. Eppure c'è chi non è del tutto convinto. Lo raccontano i "trend" delle ricerche Google dove trova sempre più spazio la ricerca della formula "corona beer virus".

Come riporta il South China Morning Post, le ricerche hanno avuto un'impennata lo scorso 9 gennaio, giorno in cui l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato ufficialmente che una serie di casi di apparente polmonite, a Wuhan, erano stati causati da un tipo di coronavirus fino ad allora sconosciuto. Ma con la diffusione dei casi accertati sono aumentate, parallelamente, anch le visite relative alla "corona beer virus". 

L'utilizzo della parola corona, in questi due casi, è profondamente diverso. Entrambe si rifanno alla parola latina, rimasta identica in italiano, che identifica uno dei simboli del potere indossato dai monarchi. Il virus è stato battezzato in questo modo perché caratterizzato da punte che ricordano proprio delle piccole corone. Il nome della birra invece fa riferimento alla corona che adorna la chiesa di Nostra Signora di Guadalupe, nella città di Puerto Vallarta, posta sulla parte superiore della torre principale. Una corona che ricorda quella indossata dall'imperatrice Carlotta, moglie di Massimiliano d'Asburgo, governatrice del Messico dal 1864 al 1867.

I paesi in cui "corona beer virus" ha avuto più ricerche sono Cambogia, Slovenia, Singapore, Nuova Zelanda ed Emirati Arabi Uniti. Quelli in cui è stato chiesto a Google chiarimenti scrivendo solo "beer virus"  sono invece Lettonia, Australia e Canada. 

Non si tratta solo di eccessiva preoccupazione o ignoranza. Una componente fondamentale è rappresentata dai meme, dai video e in generale dall'ironia che si è sviluppata intorno a questa particolare vicenda. Uno di questi, ad esempio, mostra una bottiglia di Corona che affronta un gruppo di bottiglie Heineken dotate di mascherina protettica; un altro mostra invece  la birra in questione messa "in quarantena" in un carrello. 

One last virus beer joke ok?

„Corona in quarantine“ pic.twitter.com/XFb7ieQvTM

— Emanuel Wyler (@ewyler) January 27, 2020

In Nuova Zelanda, infine, c'è un bar che ha cercato di impostare una nuova strategia di marketing sfruttando questo interesse per offrire la birra Corona a prezzo scontato. Un caso che, dopo essere diventato virale su Facebook, ha generato molta indignazione tra gli utenti costringendo il distributore dell'azienda messicana nel Paese a chiedere ai gestori del locale di fermare l'iniziativa.