Un operaio di 49 anni è morto in fabbrica a Busto Arsizio

Manuela D'Alessandro
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AGI -  Cristian Martinelli, operaio di  49 anni, è morto schiacciato da una fresa nella fabbrica in cui lavorava  a Busto Arsizio in provincia di Varese. Stando a una prima ricostruzione si sarebbe ferito in modo molto grave mentre era impegnato al macchinario e poi è deceduto all'ospedale di Legnano dove era stato portato dai sanitari del 118 intervenuti insieme ai vigili del Fuoco, ai carabinieri e alla Polizia Locale.

La procura ha avviato un'indagine per omicidio colposo a carico di ignoti e disposto l'autopsia oltre che il sequestro del macchinario. I magistrati sono in attesa della relazione coi dettagli dell'accaduto stilata dai soccorritori e dalle forze dell'ordine.

L'incidente fatale arriva a pochi giorni da quello in un'azienda tessile di Prato che ha provocato la morte della 22enne Luana D'Orazio. "Dolore e cordoglio per la morte di un giovane operaio a Busto Arsizio. Una notizia che arriva a due giorni di distanza dal tragico incidente a Prato costato la vita alla giovane Luana, una tragedia che ha sconvolto tutti. Non possiamo accettare che in Italia ci siano quasi due morti al giorno sui luoghi di lavoro" dice il coordinatore della Lega Lombarda, Fabrizio Cecchetti. 

"A Busto Arsizio un altro terribile e mortale episodio della strage infinita sul lavoro. Finché si continueranno a tagliare le risorse per la prevenzione e per la formazione, finché non verrà applicato appieno il decreto 81, non bastano i minuti di silenzio, lo sgomento, le parole ufficiali di cordoglio. Si è riaperta la strage di Stato" è il commento del segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, "dopo l'ennesima tragedia sul posto di lavoro avvenuta oggi". "Esprimo - afferma il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti - il mio più sentito cordoglio per la scomparsa dell'operaio morto sul lavoro a Busto Arsizio e auspico che si faccia al più presto luce sulle responsabilità della tragedia. Non è accettabile che questo accada ancora oggi. Non è accettabile che nel 2021 si muoia ancora di lavoro".