Un Parreno antologico per aprire Lo schermo dell'arte a Firenze

Firenze, 14 nov. (askanews) - E' un nuovo progetto di Philippe Parreno a inaugurare la 12esima edizione del festival Lo schermo dell'arte, che a Firenze indaga da anni sullo stato delle immagini in movimento nel contemporaneo. L'artista francese, uno dei più rilevanti in assoluto dei nostri tempi, ha portato nello storico cinema La Compagnia il suo film di tutti i film, "No More Reality Whereabouts", un ripensamento, e un ampliamento di alcune delle sue più celebri opere video. Un progetto che esce però dalla sola dimensione cinematografica, con l'aggiunta di suoni e interventi dal vivo.

E di questa sorta di uber-Parreno ci ha parlato la direttrice de Lo schermo dell'arte, Silvia Lucchesi: "Rientra tutto nella sua poetica - ha spiegato ad askanews - che è quella di fare un'opera d'arte totale: quindi con la musica, con la performance all'inizio del dalang indonesiano. Questa è stata una cosa che abbiamo fortemente voluto, è la seconda data in Europa, dopo il debutto a Rotterdam ed è l'unica data italiana".

Il lavoro di Parreno, unificato dalla figura del burattinaio-narratore che nell'introduzione ha in qualche modo evocato le presenze dei film e nei film, emerge strato dopo strato, e per lunghi tratti mette in luce la capacità dell'artista francese di creare mondi notturni anche di giorno, la sua abilità solo apparentemente naive di riformulare la sintassi visiva, con un occhio acutissimo e consapevole, così come consapevole ci appare l'intero programma del festival fiorentino, molto calato nella dimensione della ricerca artistica.

"Ci tengo a dire sempre - ha aggiunto la direttrice - che è quasi più un programma curato che una selezione di film come in un festival di cinema tradizionale. Sono cose che andiamo a creare una a una, infatti non sono neppure tantissime le opere che presentiamo in questa settimana, arriviamo al massimo a 25 lavori".

Nel programma de Lo schermo dell'arte spicca ovviamente il focus dedicato all'artista britannico Jeremy Deller, con il suo film sulla diffusione della musica house nel Regno Unito e l'ultimo lavoro dedicato nientemeno che a Vladimir Putin. E poi altri grandi protagonisti della scena contemporanea come i MASBEDO, che portano a Firenze il progetto completo di "Welcome to Palermo", realizzato dai due artisti Nicolò Massazza e Jacopo Bedogni durante Manifesta 12.

Quando si ragiona di video e arte contemporanea, però, è anche inevitabile porsi la domanda sul ruolo dello "schermo frontale", un supporto cinematografico che le ricerche più recenti stanno sostituendo sempre più con soluzioni di "ambiente" o utilizzando nuove strumentazioni elettroniche. Una "mutazione genetica" che il festival si prepara a fronteggiare. "Le nuove tecnologie - ha concluso Silvia Lucchesi - prevedono per esempio la realtà virtuale, per cui lo schermo classico salta, o diventa un'altra cosa. Quindi è ancora tutto da indagare questo aspetto per noi".

Come comunque da esplorare sempre in modi nuovi resta anche il lavoro di Parreno, con quella sorta di vocazione aliena che ogni volta finisce per abbagliare lo spettatore. Come se fosse una finestra sul vero Altrove delle possibilità, dove, magari, vivono dei cefalopodi che sanno già volare.