Un po' di sollievo

Alessandro De Angelis
Nicola Zingaretti - Giuseppe Conte - Luigi Di Maio

La notizia è che sono tornati a parlare, è il “clima”, radicalmente cambiato rispetto al giorno precedente, proprio sul dossier più delicato: la giustizia. E, con essa, anche la “mutabilità” (sempre del clima) in questo governo: repentina, capace di passare, nello spazio di poche ore e con una certa disinvoltura linguistica, da una situazione di pre-crisi al ritrovato dialogo. E domani chissà, non essendoci programma, anima, insomma la chiarezza minima necessaria.

Lo stato dell’arte è questo, detta senza tanti giri di parole: la prossima settimana ci sarà un vertice ad hoc sulla giustizia, per affrontare il nodo della prescrizione e trovare un punto di incontro. Di questo, che non è un accordo ma solo un percorso condiviso, se ne sono fatti carico il premier e il guardasigilli, dopo una giornata di scambi col vicesegretario del Pd Andrea Orlando. In quell’occasione il Pd, come si fa nelle trattative, si presenterà con la sua proposta sulla rimodulazione della prescrizione accompagnata dalla ragionevole durata dei processi.

Un po’ di sollievo, per due partiti che, fino al giorno prima, avevano quasi evocato in materia la crisi di governo. Punto. Perché, come evidente, il negoziato è tutto da svolgere. E, come si dice in questi casi, nel merito le parti sono distanti proprio sui principi di fondo. Sentite qui, lo scambio tra Bonafede e Orlando, proprio dopo aver fatto trapelare la notizia che ci sarà un incontro. Dice l’attuale guardasigilli: “La riforma Orlando non supera l’era Berlusconi. Però ho apprezzato che il Pd alla Camera non ha votato l’urgenza sulla proposta dei berlusconiani”. Risposta dell’ex guardasigilli: “Facciamo un appello a tutte le forze politiche della maggioranza: togliamo di mezzo le stupidaggini”.

Ecco. Questa è la cornice. L’incontro che rompe l’incomunicabilità e l’inizio di un confronto, nel reciproco pregiudizio. Cornice che già segnala la fragilità del tutto e l’improvvisazione con...

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