Un punto per Conte ma Bruxelles non alimenta speranze: "Il Mes va approvato presto"

Claudio Paudice

Un risultato nella forma che per ora non sembra mutare la sostanza. Giuseppe Conte esce dall’Eurosummit con la consapevolezza di portare a casa un buon punto, ottenendo la cancellazione dal testo della Dichiarazione finale sulla riforma del Fondo Salva-Stati i riferimenti allo stadio conclusivo del negoziato. L’Italia, ha fatto trapelare prontamente lo staff di Palazzo Chigi, ha ottenuto una modifica al punto 2 del documento finale, con l’inserimento della richiesta all’Eurogruppo “di continuare a lavorare al pacchetto di riforme del Mes”, anzichè “di finalizzare il lavoro tecnico riguardante il pacchetto di riforme del Mes”. Secondo il premier nelle modifiche al testo va quindi letto il rinvio ottenuto dall’Italia dell’approvazione definitiva del Meccanismo europeo di stabilità. Un esito necessario per la tenuta della maggioranza, dopo il passaggio di tre senatori dal Movimento 5 Stelle alla Lega proprio durante il dibattito sul Mes. Cupi presagi per Conte visto che sono molti i grillini a non digerire affatto il rafforzamento di un organo tecnocratico come il Fondo Salva-Stati: Raphael Raduzzi è certo che il trattato “non sarà ratificato”, per Gianluigi Paragone non presenti voti se non “di contrarietà” al Mes. L’esito dell’Eurosummit dà quindi un po’ di fiato alla maggioranza giallorossa ma sul piano del negoziato intergovernativo cambia poco o nulla. 

Quel che è certo è che la “logica del pacchetto” come menzionata nella dichiarazione dell’Eurosummit di giugno 2018 (Mes + Edis + Bicc) è ormai archiviata. Ora il pacchetto si è - per così dire - rimpicciolito e riguarda solo il Mes: “Incarichiamo l’Eurogruppo di continuare a lavorare sul pacchetto di riforme del MES - fatte salve le procedure nazionali - e di proseguire i lavori su tutti gli elementi dell’ulteriore rafforzamento dell’unione bancaria, su base consensuale”.

D’altronde che le riforme principali dell’Eurozona non viaggino su binari...

Continua a leggere su HuffPost