Un raid aereo di Haftar ha causato almeno 42 morti in Libia

Lacrime e sangue in Libia dove almeno 42 persone sono morte e oltre 60 sono rimaste ferite, la metà in modo grave, in un attacco aereo notturno sulla città di Al Murzuq, un'oasi con 50 mila abitanti a quasi 900 chilometri a sud di Tripoli. Secondo alcuni, le bombe sono cadute su un'assemblea di dignitari locali, oltre 200, riuniti per "risolvere differenze sociali"; altri hanno sostenuto che si trattava di un matrimonio.

"Non c'erano persone armate o ricercate tra di loro... Haftar ha bombardato civili disarmati", ha accusato Ibrahim Omar, funzionario municipale, puntando il dito contro le forze del maresciallo Khalifa Haftar, 'l'uomo forte' della Cirenaica. Media a lui vicini hanno negato di aver colpito civili, sostenendo invece che nel mirino c'era una base di mercenari del Ciad, l'indicazione generica usata per definire i tuareg dell'etnia Tebu, che vivono fra Libia, Sudan e Ciad e si oppongono al generale.

Da aprile ad oggi, i combattimenti fra il Gna (il Governo nazionale di Tripoli riconosciuto dalla comunità internazionale) e le forze di Haftar hanno fatto quasi 1.100 morti e 5.750 feriti, obbligando oltre 100 mila civili a lasciare le proprie abitazioni, secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità. Negli ultimi due mesi, questa e' la seconda volta che un attacco aereo attribuito alle forze del maresciallo ha provocato una strage di civili.

I raid aerei hanno preso di mira "diversi gruppi armati dell'opposizione ciadiana, che alcune ore prima avevano fatto irruzione nella città", hanno riferito le forze di Karama (Dignità), che fanno capo ad Haftar. Nel mirino, anche miliziani di alcuni gruppi "terroristici libici legati al governo di al-Wefaq", l'esecutivo presieduto da Fayez al-Serraj e sostenuto dall'Onu. Proprio quest'ultimo ha invitato le Nazioni Unite a indagare sui crimini commessi dalle forze dell'Esercito nazionale libico a Murzuq. Nei giorni scorsi, l'inviato speciale Onu, Ghassan Salamè, ha chiesto alle parti in conflitto di concordare un cessate il fuoco in occasione della festa religiosa di Aid al Adha, la festa dell'agnello per i musulmani, come passo conciliante verso un nuovo processo di dialogo.

Da parte sua, l'Ue si e' fatta sentire attraverso le parole dell'Alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini: "Attacchi indiscriminati contro aree residenziali densamente popolate possono costituire crimini di guerra e devono cessare immediatamente", ha riferito la sua portavoce Maja Kocijanci.