Un sindacalista non è colpevole del reato secondo una sentenza destinata a far discutere

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Assolto dal reato di molestie perché li avrebbe avuto tempi di reazione "lenti"
Assolto dal reato di molestie perché li avrebbe avuto tempi di reazione "lenti"

Venne denunciato per molestie ma è stato assolto perché lei reagì troppo tardi e secondo una silloge delle “motivazioni” riportate dai media la parte lesa “ci mise più di 20 secondi”, come a sottintendere dunque una sorta di blanda consensualità. Il dato giudiziario, inoppugnabile se non per via procedurale, è che un sindacalista della Fit Cisl non è colpevole del reato ascrittogli, quello mainstream è che è andato assolto secondo una sentenza destinata a far discutere.

Reagì troppo tardi alle molestie, giustizia “negata” ad una hostess palpeggiata

L’uomo era stato indagato e poi imputato per un reato che rientra nel pacchetto penale della violenza sessuale per aver palpeggiato una donna nel 2018 ed è stato assolto perché il fatto non sussiste, con la più ampia delle formule quindi. La parte lesa, Barbara, era una hostess che prese un appuntamento con il futuro indagato per parlare di un contenzioso. I media spiegano che ad un certo punto, mentre i due erano soli, l’uomo iniziò a massaggiarle la schiena per poi palparla in maniera più diretta.

I palpeggiamenti, la denuncia e lei che reagì troppo tardi alle molestie: le testimonianze contro l’imputato

Questo almeno venne rubricato in atti di notizia di reato. Il dibattimento partì a luglio del 2021 ed altre 4 assistenti di volo escusse testimoniarono che l’imputato sarebbe stato “recidivo” in quanto a condotte. La difesa eccepì i termini dell’azione penale e parlò di vendette concertate e in queste ore il giudice Nicola Guerrero si è pronunciato. I media parlano di una sentenza in punto di diritto (tutte lo sono) e citano alcune dichiarazioni del giudicante, irritualissime se fosse vero.

Stanza non chiusa a chiave e lei che reagì troppo tardi alle molestie: i cardini di un’assoluzione

Ad ogni modo, a contare che quelle dichiarazioni sono di fatto estrapolate da organi di stampa, il sunto sarebbe che la parte lesa è “stata creduta”, ma non vi sono certezze sugli elementi della violenza, minaccia e abuso. “In particolare la porta dell’ufficio era stata chiusa a chiave? E poi i tempi di reazione della hostess ai palpeggiamenti. In sostanza mancherebbe prova del dolo”.

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