Un sistema di spionaggio dei dipendenti francesi

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Ikea
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Ikea ha ricevuto un’accusa molto pesante in Francia. Si è appena aperto un processo davanti al tribunale penale di Versailles nei confronti degli ormai ex amministratori francesi del gruppo svedese del mobile, che avrebbero spiato i dipendenti anche nella loro vita privata.

Processo contro Ikea

I dirigenti di Ikea avrebbero creato un vero e proprio sistema di spionaggio dei dipendenti francesi, monitorando i lavoratori anche nella loro vita privata. Lo scandalo risale a ben nove anni fa ed era emerso grazie ad un’inchiesta giornalistica che ha dato il via ad una denuncia del sindacato, che aveva gravemente colpito Ikea France, costretta a licenziare quattro dei suoi dirigenti. Sul banco degli imputati gli ex amministratori locali del gruppo, alti dirigenti dell’azienda e agenti di polizia che si sarebbero prestati allo spionaggio dei dipendenti, fornendo l’accesso ad archivi delle forze dell’ordine senza autorizzazioni. Nel processo la filiale francese di Ikea, con 10.000 dipendenti, è stata citata in giudizio come una persona giuridica e ora rischia una multa fino a 3,75 milioni di euro. Gli imputati sono accusati dei reati di illecita raccolta e divulgazione di informazioni personali, violazione del segreto professionale e intralcio alla giustizia.

Tutti i responsabili rischiano una pena massima di dieci anni di reclusione. Secondo l’accusa, l’ex direttore della gestione del rischio di Ikea France, stilava degli elenchi di persone “da testare“, consegnando i nominativi a società di investigazione privata a cui l’azienda forniva budget fino a 600.000 euro all’anno con lo scopo di pedinare e verificare dati sui dipendenti o sui candidati all’assunzione. Per mettere in moto questo meccanismo di spionaggio, sono intervenuti anche dei poliziotti. “C’è un impiegato modello è diventato molto esigente dall’oggi al domani. Vorremmo sapere da dove proviene questo cambiamento” si legge in una delle mail di un dirigente Ikea. I fatti contestati riguardano il periodo dal 2009 al 2012, ma per l’accusa le pratiche risalgono già all’inizio degli anni 2000. In questi anni centinaia di persone sono state esaminate in modo più che scrupoloso, controllando la fedina penale ma anche eventuali denunce come vittime e addirittura il loro stile di vita privato.