Un super-terremoto nell'oceano indiano: le previsioni degli scienziati

I sismologhi prevedono che entro pochi anni un nuovo tsunami colpirà l’Indonesia e gli altri Stati del sud-est asiatico. Le sue proporzioni, secondo le stime, saranno molto simili a quelle del maremoto del 26 dicembre 2004. L’epicentro sarà nelle acque di Sumatra, la sua potenza pari a una magnitudo di 9.2-9.4 e il numero di vittime ben 230mila. Il sintomo rivelatore sarebbe la scossa dell’11 aprile scorso, con magnitudo 8.6, che pur non provocando danni particolarmente elevati documenterebbe le tremende energie accumulate nella faglia sottomarina. Pronte a scatenarsi di nuovo alla prima occasione.
 
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Kerry Sieh, sismologo statunitense del California Institute of Technology, ha calcolato che gli ultimi terremoti nella regione della faglia di Sumatra avrebbero smaltito circa la metà dell’energia accumulata nel corso dei secoli. Destabilizzando la situazione nella crosta terrestre sottomarina e avvicinando il nuovo Big One indonesiano. Il professore californiano ha studiato i coralli sui fondali marini, ricostruendo i terremoti di cui si era persa memoria. Secondo Sieh i giganteschi depositi di sabbia accumulati dai maremoti testimonierebbero una ciclicità degli eventi sismici che si susseguirebbero con una certa regolarità, e sarebbero quindi prevedibili.
 
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Dalla ricerca è emerso che i due terremoti più gravi dello scorso millennio in Indonesia si verificarono nel 1393 e nel 1450. L’esperto ha ammesso: “La mia convinzione è che il megaterremoto del 2004 sia il primo di una nuova doppietta”. Per spiegare la situazione delle placche tettoniche, Sieh l’ha paragonata a dieci uomini su una parete rocciosa che reggono un grosso peso con delle corde: “Poniamo che uno di loro scivoli e debba mollare la presa della corda. Ciò che accadrà sarà che gli altri nove uomini dovranno faticare di più per reggere anche il suo 10%, aggiungendo uno sforzo pari a un altro 10% per evitare che il peso cada”.

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Quando anche un secondo uomo scivola, gli altri otto devono fare uno sforzo extra pari al 20% in più, e così via. “A questo punto – ha proseguito Sieh – ciò che può avvenire è una serie di cadute a catena tra gli uomini che reggono la corda. Quando anche l’ultimo scivola, il peso crolla”. Per tornare al rischio di un mega-terremoto, tra il 2004 e il 2007 a Sumatra si sono verificate tre scosse di magnitudo 9.2, 8.7 e 8.4. Ciascuna di esse è stata come la caduta di uno degli uomini che reggono la corda, avvicinando così l’evento finale del super-tsunami. Per Sieh, “ci sono ancora solo una o due zolle tettoniche a evitare l’impatto finale”. L’area in cui si trova Sumatra si trova a ridosso della cosiddetta Sunda Megathrust, una delle zone al mondo più attive dal punto di vista sismico. Gli studiosi stanno esaminando i segmenti di faglia per capire in quale punto potrebbe prodursi il prossimo terremoto.

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