In un terzo di millimetro l'innovazione contro il glaucoma

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MILANO (ITALPRESS) - E' stato presentato alla stampa per la prima volta in Italia iStent inject W, uno dei piu' piccoli dispositivi medici impiantabili ad oggi noto, (misura 360 micrometri, circa un terzo di millimetro). Il dispositivo in titanio, prodotto da Glaukos, gia' approvato negli Usa e in Europa per la chirurgia micro invasiva del glaucoma, viene impiantato nella struttura dell'occhio deputata al deflusso dell'umor acqueo, per ripristinarne la naturale funzionalita' e ridurre la pressione intraoculare in modo sicuro ed efficace.

Con un profilo di sicurezza analogo a quello della chirurgia della cataratta, l'impianto di iStent inject W rappresenta un'innovazione microinvasiva e indolore nelle terapie del glaucoma che puo' consentire l'interruzione o la riduzione delle terapie farmacologiche in gocce.

La revisione della letteratura proposta, tra gli altri, da Antonio Maria Fea, Mario Sbordone e Luca Cesari, e pubblicata su Clinical Ophtalmology nel 2020, evidenzia dati incoraggianti sull'utilizzo delle tecnologie MIGS - Micro Invasive Glaucoma Surgery: eliminazione/riduzione delle terapie farmacologiche, profilo di sicurezza eccellente, brevissimi tempi di recupero e procedure di impianto semplificate.

Indagini osservazionali ancora piu' recenti hanno confermato l'efficacia di iStent inject sia nel breve sia nel lungo periodo: i follow up a 4 e a 5 anni dall'impianto non rilevano alcun evento avverso in fase operatoria o risposta infiammatoria post operatoria e mostrano una riduzione stabile della pressione oculare, nella maggior parte dei casi - oltre il 90% - senza alcuna terapia e nessuna necessita' di re-intervento. Acuita' visiva e campo visivo si mostrano altrettanto stabili, evidenziando un profilo rischi/benefici eccellente.

"In Italia, la terapia farmacologica e' ancora la terapia di prima scelta nei pazienti affetti da glaucoma: e' in grado di ridurre efficacemente la pressione intraoculare ma spesso richiede l'uso di piu' principi attivi. L'associazione di piu' farmaci, oltre a non essere maneggevole specie per i pazienti piu' anziani, puo' associarsi a numerosi effetti collaterali (infiammazione oculare, prurito, disturbi della visione) che tendono a ridurre l'aderenza e quindi l'efficacia delle terapie. Alcuni studi controllati hanno dimostrato che una percentuale variabile tra il 30 ed il 70% dei pazienti non e' aderente alla terapia e il 50% la abbandona dopo solo 6 mesi", spiega il professor Antonio Maria Fea, professore associato di Malattie dell'Apparato Visivo, presso l'Universita' degli Studi di Torino.

"Con alcuni colleghi nel 2020 ci siamo chiesti perche', nonostante siano entrate nella pratica clinica di molti Paesi, l'utilizzo delle soluzioni chirurgiche mininvasive per il glaucoma sia cosi' basso in Italia e abbiamo messo a confronto la letteratura disponibile sulle terapie "non mediche" in uso. Forse potrebbe essere il momento di accogliere e riconoscere, anche in oftalmologia, quell'enorme salto tecnologico che in altre specialita' - eminentemente la cardiologia, l'oncologia, la gastroenterologia - ha permesso una vera e propria "svolta" verso la mininvasivita' delle procedure, cogliendo un'occasione importante per dare ai nostri pazienti uno spettro di trattamenti piu' ampio e personalizzato e vincendo quella che a me sembra una resistenza "culturale" piu' che scientifica", aggiunge il dottor Mario Sbordone, direttore del dipartimento di Oculistica dell'Ospedale S. Maria delle Grazie di Pozzuoli.

"L'effetto sulla qualita' della vita dei pazienti che questa nuova generazione di dispositivi genera fa la differenza. Ogni anno circa 550mila pazienti italiani si sottopongono alla chirurgia della cataratta. Una percentuale variabile tra il 5% e il 10% di queste persone, ha o sviluppera' il glaucoma. Senza aumentare il tempo operatorio e con un profilo di sicurezza sovrapponibile questi pazienti potrebbero risolvere il problema del controllo della pressione oculare con l'impianto di un device per la MIGS: guardiamo a questo gruppo per un cambiamento nella presa in carico dei pazienti con glaucoma - persone con un grado di malattia lieve o moderato potrebbero avere a disposizione un'opzione rapida, indolore e che riduce il ricorso ai farmaci", conclude il dottor Luca Cesari, direttore dell'Unita' di Oculistica dell'Ospedale Civile di San Benedetto del Tronto e di Ascoli Piceno.

(ITALPRESS).

sat/com

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