Un tweet di Cottarelli sul coronavirus e la Padania scatena l'inferno

Ugo Barbàra

La tempesta dura mezz'ora. Trenta minuti da quando Carlo Cottarelli twitta "La Padania... c'è riuscito il virus" a quando rimuove il post, travolto da decine e decine di commenti negativi.
"​Posso anche cancellarlo" dice Cottarelli, direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici italiani. Quando Agi lo raggiunge al telefono non si è ancora accorto della valanga di critiche: "Non pensavo di suscitare una cosa di questo genere" dice. 

L'ex  direttore del dipartimento Finanza pubblica del Fondo monetario internazionale assicura che non era sua intenzione essere "offensivo nei confronti di nessuno, ma solo fare una constatazione su qualcosa che è successo".

E la 'cosa successa', a interpretare il tweet dopo che ha cominciato a circolare la bozza del decreto con cui il governo si prepara a dichiarare zona rossa tutta la Lombardia e altre 11 province del centro-nord, è che il testo di Palazzo Chigi disegna quelle che nelle intenzioni della Lega dei tempi di Bossi doveva essere la 'Padania'. "Mi riferivo al decreto del governo, non faccio alcuna altra considerazione" aggiunge Cottarelli, "Non dico che è positivo né che è negativo, solo che mi sembra una cosa tragica. 
Non è una battuta" aggiunge, "ma la constatazione di un fatto tragico".

"Il mio tweet precedente è stato mal interpretato. Mi spiace" scrive poi in un altro post, "Era una constatazione della triste situazione attuale. Non intendevo offendere nessuno, né attaccare nessuno in un momento così delicato. L'ho tolto per questo".

Tra i primi a suggerirgli di cancellarlo, il deputato leghista Claudio Borghi: "​Cottarelli, mi creda. Non è il caso e glielo dice uno che non è politically correct. Consideri di cancellarlo".