Un uomo è stato scagionato dalle imputazioni perché non poteva raggiungere la ex e perseguitarla

Accusato di stalking ma assolto perché malato
Accusato di stalking ma assolto perché malato

Arriva dal tribunale di Roma la vicenda di un uomo assolto dall’accusa essere uno stalker perché soffre di agorafobia. Secondo quanto riportato dal Messaggero un  fiorentino di 43 anni è stato scagionato dalle imputazioni perché non poteva raggiungere la ex e perseguitarla. Il dato empirico ma censito solo in atti della Procura è che l’ex imputato ha inviato per due anni le ha inviato messaggi minatori alla parte lesa, augurandole morte e malattia.

Assolto dall’accusa essere uno stalker

Tuttavia è stato è stato assolto anche dall’accusa di stalking che faceva parte dei capi di imputazione che gli si contestava  perché affetto da agorafobia. Insomma, l’uomo soffriva della malattia che non fa uscire di casa e fa rifuggire dai luoghi pubblici. Il 43enne era accusato di persecuzioni verso la ex fidanzata di Roma. E i messaggi che inviava alla sua ex? Eccone un assaggio: “Non meriti amore, devi morire o passare il resto dei tuoi giorni sola come un cane o in un letto di ospedale”.

Rito abbreviato e sentenza del giudice

Il rito abbreviato, che era scaturito da quella vicenda si è concluso con la sentenza del giudice Angelo Giannetti che ha assolto lo stalker con formula piena “perché il fatto non sussiste”. Per le motivazioni bisognerà attendere entro il 22 luglio ma i difensori hanno un’idea abbatsanza chiara: “La patologia, riconosciuta pure in una reazione psichiatrica di un consulente della difesa, è tale da impedirgli di avere relazioni sociali e tanto meno di essere in grado di raggiungere Roma per fare stalking alla ex”. I legali hanno poi evidenziato hanno che “non c’era persecuzione verso la ragazza di Roma, dato che lei non ha mai cambiato abitudini di vita”.

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