Un uomo ha vissuto per 3 mesi nell'aeroporto di Chicago "per timore del covid"

Silvia Renda
·Collaboratrice Social News
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(Photo: Victor Garza via Getty Images)
(Photo: Victor Garza via Getty Images)

Per tre mesi ha vissuto nell’aeroporto internazionale di Chicago perché temeva il contagio covid. È questa la storia raccontata dal 36enne caloforniano Aditya Singh alla polizia, dopo essere stato arrestato con l’accusa di violazione di un’area riservata dell’aeroporto e furto.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, riportata sul Guardian, l’uomo è arrivato all’aeroporto internazionale di O’Hare il 19 ottobre, con un volo partito da Los Angeles. Quasi tre mesi dopo Singh è stato avvicinato da due dipendenti della United Airlines che hanno chiesto di vedere un documento d’identità. Singh ha mostrato loro un badge identificativo dell’aeroporto che era stato segnalato come smarrito dal suo proprietario, un responsabile delle operazioni aeroportuali.

Dopo averlo notato, i dipendenti della United Airlines hanno chiamato i 911 e l’uomo è stato arrestato. Singh è disoccupato, non ha precedenti penali e nel corso di questi mesi trascorsi all’aeroporto gli altri passeggeri in transito per l’aeroporto si sono presi cura di lui, dandogli da mangiare.

“L’incidente è oggetto di un’inchiesta, ma possiamo stabilire che questo signore non ha rappresentato un rischio per la sicurezza dell’aeroporto o del pubblico in viaggio” ha dichiarato in una nota lo Chicago Department of Aviation, “Continueremo a lavorare con le forze dell’ordine per un’indagine approfondita su questa questione”. Resta da comprendere come sia stato possibile per Singh vivere indisturbato nell’aeroporto dal 10 ottobre 2020 al 16 gennaio 2021, senza che la sua presenza venisse rilevata.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.