Una bambina di 5 anni è stata stuprata nell'ambasciata Usa in India

Veronique Viriglio

Una bambina indiana di 5 anni è stata stuprata all'interno della proprietà dell'ambasciata Usa a Nuova Delhi, e il presunto colpevole indiano è già stato arrestato e incriminato. Lo ha riferito ai media locali e statunitensi il capo della polizia incaricato delle indagini, Yogesh Kumar, precisando che l'aggressione sessuale si è verificata sabato scorso nell'area dei dipendenti indiani della rappresentanza diplomatica, in teoria una delle zone più sicure della capitale.

In base alle informazioni rilanciate dalla Cnn, il sospettato, un 25enne vicino di casa della famiglia della piccola vittima, è finito in manette già domenica, poco dopo la denuncia sporta dai genitori della bimba. "Siamo profondamente disturbati dalla presunta cattiva condotta. Non appena ne siamo venuti a conoscenza abbiamo prontamente preso provvedimenti, segnalandola alla polizia", ha dichiarato alla Cbs un portavoce dell'ambasciata Usa, sottolineando la "piena cooperazione" con le autorità indiane.

Sia la vittima che lo stupratore sono figli di dipendenti indiani dell'ambasciata Usa, addetti alle pulizie, residenti all'interno della proprietà. Secondo una prima ricostruzione dei fatti riferita da Kumar, la bimba stava giocando fuori dalla sua abitazione quando il sospettato l'ha attratta in casa con giochi sul suo cellulare per poi violentarla.

Poco dopo essere tornata dai genitori la piccola vittima si è lamentata e ha raccontato tutto. Il giovane è stato incriminato sulla base delle leggi vigenti in India contro le violenze sessuali ai danni di minori, che prevedono condanne fino alla pena di morte.

Nel 2018 almeno 34 mila stupri, uno ogni 15 minuti, sono stati denunciati alle autorità indiane, ma per gli esperti si tratta solo della punta dell'iceberg in quanto prevale spesso la legge del silenzio. La piaga delle violenze ai danni di bambine e ragazze emerse alla luce del sole con la vicenda di uno stupro collettivo su un autobus a Nuova Delhi nel 2012, che ha shockato l'opinione pubblica locale ed internazionale.