Una colonia permanente sulla Luna: il progetto Silicon Valley

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Cinquant’anni dopo quel passo che fu “piccolo per un uomo, ma grande per l’umanità” - come ebbe a dire Neil Armstrong, comandante dell’equipaggio dell’Apollo 11 - la Luna torna al centro dei programmi spaziali. Non solo quelli degli Stati Uniti - che hanno stanziato un ricco budget con l’obiettivo di tornarci entro i prossimi 10 anni - ma anche quelli di altri Paesi, in primi la Cina. Agli Stati - e questa è la grossa novità - si unirà presto un soggetto privato: la Open Lunar Foundation, associazione senza scopo di lucro con sede nella Silicon Valley. Uno scopo, però, l’associazione ce l’ha: fondare sul nostro satellite naturale una colonia stabilmente abitata da esseri umani.

I fondatori hanno raccontato a Bloomberg che l’associazione è nata anni fa, sotto un altro nome, per esplorare in via teorica la fattibilità del progetto, basandosi sull’evoluzione delle tecnologie aerospaziali e sul costo progressivamente sempre più basso dei lanci con propulsione a razzo. Le analisi hanno portato a una conclusione: sì, sarebbe effettivamente possibile stabilire una presenza permanente ed economicamente autosufficiente sulla Luna, con fondi inferiori ai 10 miliardi di dollari.

La SpaceX di Elon Musk e la Blue Origin di Jeff Bezos sono altre aziende private che guardano alle missioni spaziali, e che hanno maggior esperienza rispetto alla Open Lunar Foundation. Il punto di forza di quest’ultima, tuttavia, è il fattore umano: ex astronauti, imprenditori già attivi nel ramo aerospaziale ed ex ingegneri di alto grado della NASA sono parte dell’organico. L’obiettivo della fondazione, poi, è in linea con la sua natura no-profit: evitare che la corsa alla Luna diventi una sfida alla sola portata di governi e ricchi imprenditori. Ciò si eviterebbe sviluppando strumenti e tecnologie che alimentino la collaborazione tra i soggetti interessati, sia nella realizzazione dei viaggi sia una volta giunti sul suolo lunare.

Nei giorni scorsi la fondazione si è mossa anche sul piano della raccolta fondi, per incrementare i 5 milioni di dollari di cui dispone al momento.