Una Conferenza, tre tavoli aperti. Così l'Italia prova a influire sulla difficile pax libica

Giulia Belardelli

Da un lato, la stretta collaborazione con Berlino, per rafforzare lo sforzo Ue e in piena sintonia con le Nazioni Unite. Dall’altro, i contatti con Paesi terzi - ma centrali - come l’Egitto e gli Usa. In mezzo, la trilaterale tecnica Italia-Russia-Turchia, per mettere in chiaro che va bene l’Europa, ma gli interessi italiani in Libia sono tali da richiedere un canale speciale con i due pesi massimi che siedono a Mosca e Ankara. È su queste tre linee che prova a muoversi l’Italia, mentre mancano poche ore alla Conferenza internazionale sulla Libia.

Sul tavolo domani a Berlino - secondo le anticipazioni - ci sarà un documento elaborato, 55 punti divisi in 6 capitoli, di cui il più problematico è quello più operativo: il follow up, ovvero le condizioni pratiche per implementare l’accordo. Con Russia e Turchia che vorrebbero un ruolo più centrale, e Onu ed europei che vorrebbero limitare quanto più possibile il peso dei due kingmaker. L’esito della Conferenza internazionale – che nella migliore delle ipotesi segnerà un primo passo verso una soluzione che sarà comunque lunga e complessa – dipende da se tutti gli attori convocati a Berlino firmeranno il testo. A cominciare dai due rivali libici: Fayez al-Sarraj, premier del governo di accordo nazionale (Gna) riconosciuto dall’Onu, e Khalifa Haftar, leader dell’esercito nazionale libico (Lna) e uomo forte della Camera dei rappresentanti di Tobruk. Intanto entrambi ci saranno - e questa è già una notizia, confermata dal ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas - anche se ancora non si sa se siederanno contemporaneamente al tavolo o se esporranno le loro idee sulla Libia uno dopo l’altro.

Dettagli, visto che la situazione sul campo, alla vigilia del vertice, resta più delicata che mai. La mossa del generale Haftar – bloccare le esportazioni di petrolio dai porti libici di Brega, Ras Lanuf, Hariga, Zueitina e Sidra, per un totale di 800mila barili di petrolio persi al giorno – è un...

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