Ha una doppia vita, ma muore tragicamente in strada: risarcite consorte e amante

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Amante, moglie e marito
Amante, moglie e marito

Un torinese era morto a causa di un tragico incidente stradale avvenuto in provincia di Cuneo lo scorso autunno. Aveva una doppia vita: da una parte era sposato, dall’altra aveva un rapporto clandestino con un’altra donna. Alla fine l’assicurazione ha risarcito sia la moglie che la stessa amante. Il tutto si spiega con il fatto che l’amante si fosse qualificata come “fidanzata della vittima”. L’episodio, come fatto notare da Today, è molto simile al film “le fate ignoranti” di Ferzan Ozpetek. Grazie all’intervento dell’avvocato Gino Arnone, l’amante dell’uomo si è vista rioconoscere gli stessi diritti della leggittima consorte.

Morto in un incidente stradale: le dichiarazioni dell’avvocato Arnone

Prima della morte dell’uomo, le due donne (una abitante fuori città, la seconda in città) non si conoscevano, né si erano mai incontrate. L’avvocato Gino Arnone ha spiegato: “Nessuno avrebbe potuto negare la legittimazione ad agire a quella donna che si era qualificata come “fidanzata della vittima” e con cui, di fatto l’uomo viveva tre giorni su sette, dedicando gli altri quattro all’altra famiglia. Lei stessa è riuscita a dimostrare che con quell’uomo aveva un’aspettativa di vita insieme, con tanto di progetti per il futuro, esattamente come per la consorte legittima. Ha dimostrato che c’era la stessa intensità di affetti e anche una convivenza”.

Morto in un incidente stradale: si faceva vedere in giro con l’amante

L’uomo è deceduto mentre percorreva, per motivi di lavoro, l’Autostrada del mare: viaggiava spesso. Come informa la Stampa, il torinese e la sua amante si facevano tranquillamente vedere in giro, senza preoccuparsi, almeno apparentemente, che qualcuno potesse fare la spia alla moglie di lui. Andavano a cena anche insieme.

Morto in un incidente stradale: entrambe le donne risarcite

Alla fine l’assicurazione ha risarcito sia la moglie della vittima, che la donna con cui condivideva un rapporto clandestino. La causa è presto detta: il forte affetto strappato dal tragico sinistro stradale doveva essere opportunamente risarcito. L’episodio è stato letto oltre le semplici convenzioni etiche e sociali. Da puntualizzare, inoltre, come sia stata la vittima la prima a sapere della morte dell’uomo, riconoscendo anche la salma. Un episodio simile accadde nel 2018 in provincia di Vicenza. Anche in questo caso, il giudice riconobbe il risarcimento sia alla moglie che all’amante del defunto Mirco Ronzani, investito nel 2016 mentre stava attraversando la strada.

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