Una festa di 18 anni con fuochi d’artificio alla base del rogo che ha devastato il polmone verde

L'incendio al Cratere degli Astroni il primo agosto
L'incendio al Cratere degli Astroni il primo agosto

Incendio all’oasi degli Astroni a Napoli innescato da una festa compleanno, con una festa di 18 anni in cui sono stati lanciati fuochi d’artificio che sarebbe stata alla base del rogo che ha devastato il polmone verde della città. Lo dicono le risultanze dell’indagine aperta dopo che lo scorso 31 luglio il Cratere dell’oasi era stato attaccato dalle fiamme. La riserva in questione si trova tra Pozzuoli e Napoli, venne istituita nel 1987 e la gestisce Wwf Italia.

Incendio innescato da un compleanno

Ad accendere il fuoco, secondo le prime risultanze dell’inchiesta, è stata una batteria di fuochi d’artificio. Quell’incendio, divampato alle 23,30 di domenica scorsa, aveva fatto accorrere cinque elicotteri, due canadair, 70 autobotti e 66 persone tra vigili del fuoco e carabinieri. E chi avrebbe acceso le batterie per festaggiare il 18mo in questione? Un 33enne parcheggiatore abusivo denunciato per incendio boschivo insieme al titolare del locale.

L’Oasi parte civile in eventuale processo

E il direttore dell’oasi Fabrizio Canonico ha già annunciato che si costituirà parte civile nell’eventuale processo. I danni erano stati immensi, con circa 15 dei 50 ettari della riserva sono finiti in fumo. I Carabinieri forestali di Napoli e Pozzuoli, grazie alla visione di immagini di videosorveglianza raccolte e alle testimonianze, avevano individuato i presunti responsabili.

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