Una Finestra sull’Europa: Leader UE raggiungono un Accordo e l’OPEC taglia la Produzione del Petrolio

Alberto Ferrante

Ieri i Ministri delle Finanze sono ritornati sul tavolo delle trattative per discutere sugli strumenti da adottare per superare l’impatto della crisi di Coronavirus in Europa. L’idea dei Coronabond ha trovato ancora una volta il parere negativo di Germania e Olanda, quindi le trattative si sono concentrate ieri sera su misure alternative.

Alla fine, si è raggiunto un accordo su “un pacchetto con fondo per la rinascita”, come evidenziato da Gentiloni.

Intanto, nella giornata di ieri le borse europee hanno chiuso tutte in territorio positivo, con un balzo del FTSE 100 di Londra grazie alle misure annunciate dalla BoE.

Anche il petrolio è decollato dopo le indiscrezioni sul raggiungimento di un accordo per i tagli alla produzione: si parlava infatti di una sforbiciata che potrebbe raggiungere fino a 20 milioni di barili al giorno, un valore ben superiore alle attese degli analisti, che parlavano di 15 milioni nel migliore dei casi.

Come comunicato stamattina dall’OPEC stessa, invece, è stato deciso un taglio per 10 milioni di barili al giorno circa, con il parere sfavorevole del Messico.

Lo spread BTp/Bund ha chiuso in calo, nuovamente sotto i 200 punti e il decennale benchmark è sceso all’1,63%.

Le misure economiche dell’Eurogruppo

In un tweet a margine del meeting, Paolo Gentiloni ha reso noto che è stato trovato un accordo, una serie di misure “senza precedenti” per sostenere il sistema sanitario, la cassa integrazione, la liquidità alle imprese e un fondo per un piano di rinascita.

Per quanto concerne le spese sanitarie, è stato stabilito l’accesso al MES senza condizioni, a patto solo che i fondi vengano impiegati per il finanziamento delle spese sanitarie dirette e indirette e per i costi della prevenzione strettamente legati all’epidemia di Coronavirus.

Sebbene non si faccia diretto riferimento agli Eurobond, nell’accordo si parla di strumenti volti a garantire la ripresa dell’Eurozona, con finanziamenti adeguati alla gravità della situazione.

Dunque, nonostante gli Eurobond non siano formalmente previsti, l’impiego di misure affini non è in definitiva escluso.

Grande soddisfazione espressa da parte dei leader UE, soprattutto da chi ha lavorato maggiormente nella mediazione tra nord e sud. In conferenza stampa, il Ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, ha parlato di un traguardo importante per l’Europa, un risultato raggiunto dopo lunghe ore di trattative e serie tensioni tra i diversi Paesi.

I principali indici dell’Eurozona

Il FTSE MIB di Piazza Affari, dopo essere sceso intorno ai 17.400 punti nel primo pomeriggio ha concluso in rialzo del +1,39% a 17.621 punti, trainato anche da STMicroelectronics e FCA.

Il DAX 30 di Francoforte ha invece chiuso le contrattazioni a 10.564 punti (+2,24%) dopo un rallentamento durato per gran parte della sessione, mentre il CAC 40 di Parigi guadagna il +1,44%.

Come accennato, il FTSE 100 di Londra ha mostrato un rialzo del +2,90% grazie all’annuncio della Bank of England che finanzierà le spese extra in questo periodo di forte difficoltà. Il conto di 400 milioni di sterline del Governo sarà dunque esteso, ma non sono state fornite stime sull’incremento.

Petrolio decolla dopo le indiscrezioni sull’accordo tra Russia e Arabia Saudita

È giunto il comunicato dell’OPEC che ha reso noto di aver deciso un taglio della produzione per 10 milioni di barili al giorno, al termine della lunga riunione tra i rappresentanti.

Nel dettaglio, l’Arabia Saudita dovrebbe ridurre l’estrazione per circa 3 milioni di barili e la Russia di 2 milioni di barili, mentre gli altri 5 milioni saranno a carico degli altri produttori del G20.

Già nel periodo di Luglio, il taglio si ridurrà a 8 milioni e successivamente a 6 milioni da Gennaio ad Aprile 2021.

In questo contesto, ieri WTI e Brent si erano portati in forte crescita per gran parte della sessione, per poi sopportare un nuovo crollo che ha spinto il WTI giù a 22,76 dollari al barile e il Brent a 31,48 dollari al barile, in contrazione rispettivamente del -9,29% e del -4,14%.

This article was originally posted on FX Empire

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