Una fonte in Procura alla Verità: "L'intercettazione su Siri non esiste". Ma il Corriere conferma e pubblica le carte scritte dal pm Palazzi

La Verità

"Ci è costato 30mila euro". L'intercettazione che inchioderebbe il sottosegretario Armando Siri, nell'inchiesta per corruzione sull'eolico, non esisterebbe. A sostenerlo è il quotidiano La Verità, secondo il quale la frase che nel racconto dei giornali si riferirebbe al compenso dell'esponente della Lega per il suo presunto tentativo di modifica di provvedimenti legislativi, attraverso emendamenti, per accontentare l'imprenditore Paolo Arata, figlio di Francesco, nel settore dell'eolico non è presente negli atti.

Il giornale diretto da Maurizio Belpietro ha raccolto le parole di una fonte all'interno della Procura di Roma, che sarebbe rimasta incredula quando ha appreso dalla stampa di una dichiarazione captata dalla Dia sul sottosegretario leghista, di cui non avevano però memoria.

Dopo la lettura, i magistrati di roma, che insieme a quelli di Palermo hanno ordinato la perquisizione del sottosegretario, restano basiti e iniziano a cercare la conversazione che non ricordavano di aver letto. Ma, dopo aver scartabellato dentro al fascicolo e aver chiesto aiuto agli investigatori e ai colleghi siciliani, rimangono sconcertati per il risultato: l'audio non esiste.

Un inquirente dice quindi alla Verità che "le intercettazioni sui giornali sono false. Quelle frasi non ci sono nel fascicolo". Secondo le stessi fonti del quotidiano, "la sensazione è che fosse un modo per spingere" il lavoro dei magistrati, e che dietro gli articoli apparsi sulla stampa ci siano "spinte e controspinte".

Il Corriere della Sera, che per primo ha dato la notizia del presunto (e tentato) scambio di soldi tra Arata e Siri, ha confermato invece quanto ha scritto una settimana fa. E, pubblicando le immagini degli atti, cita un intero passaggio del provvedimento scritto dal pubblico ministero Mario Palazzi:

Armando Siri è indagato del reato previsto dagli articoli 318, 321 c.p. perché senatore della Repubblica e sottosegretario di Stato, in tale duplice qualità di pubblico ufficiale, per...

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