Una lettera di minacce per Conte nella sede dell'Inter

Paolo Borrometi

Minacce sì, ma non ricevute direttamente dall'allenatore dell'Inter Antonio Conte, bensì in una "lettera minatoria" arrivata nella sede del club 'FC Internazionale Milano' che - comunica ufficialmente - "come da prassi in questo genere di situazioni, ha provveduto a rivolgersi alle autorità competenti".

La missiva sarebbe in italiano sgrammaticato e con un proiettile all'interno. "Di conseguenza" l'allenatore Antonio Conte - continua la nota del club di viale della Liberazione - non si è recato in prima persona a sporgere denuncia". Parole che confermano la dura presa di posizione, sui social, di Elisabetta Muscarello, moglie dell'allenatore nerazzurro. "Per la cronaca, la storia del proiettile è una bufala. E comunque in Italia siamo messi proprio male sulla comunicazione... per la serie: mi alzo, invento e scrivo! Senza pensare mai alle conseguenze!".

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Milano e affidate al nucleo investigativo dei Carabinieri del capoluogo meneghino. In attesa di fare piena chiarezza, la Prefettura di Milano ha attivato la "vigilanza dinamica", cioè un frequente passaggio di macchine di polizia e carabinieri, nei confronti della sede del club nerazzurro e dell'appartamento di Antonio Conte.

Sull'episodio si è espresso il primo cittadino di Milano, Beppe Sala. "Non ne sapevo niente. Non so neanche il motivo per cui oggi alla fine sembra cosi' facile che manifestazioni d'odio si rivolgano ai singoli anche in maniera sorprendente. La solidarietà" in questi casi "è per definizione: non riesco neanche a immagine il motivo per cui un allenatore di calcio possa venire minacciato. Gli scriverò" ha concluso.