Una luce dal Sudafrica: l'ondata Omicron rallenta, via coprifuoco e restrizioni

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- (Photo: MICHELE SPATARI via AFP via Getty Images)
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La tempesta è passata, e sembra non aver fatto grandi danni. L’ondata di Omicron che ha colpito il Sudafrica ha probabilmente raggiunto e superato il suo picco, senza un aumento significativo dei decessi. Lo afferma il governo sudafricano in un comunicato in cui annuncia anche un progressivo allentamento delle restrizioni, a partire dal coprifuoco. Intanto, sottolinea il New York Times, alcuni scienziati si affrettano a prevedere che lo scenario Omicron-sudafricano potrebbe ripetersi altrove.

Secondo il governo di Johannesburg, le infezioni sono diminuite di quasi il 30% la scorsa settimana rispetto ai sette giorni precedenti (passando da 127.753 a 89.781). Sono calati anche i ricoveri ospedalieri in otto delle nove province. E durante il picco è stato notato solo un aumento marginale dei decessi per Covid. Insomma: cifre che offrono una cauta speranza agli altri Paesi alle prese con la variante ad alta trasmissibilità.

Tuttavia, sottolinea il New York Times, il numero dei casi potrebbe essere falsato dalla riduzione dei test effettuati durante le festività natalizie. Inoltre persone nelle aree più colpite potrebbero essere state protette da decorso grave della malattia grazie all’immunità acquisita mediante vaccinazione, infezione pregressa o da una combinazione di entrambi gli elementi.

Rimane il fatto che dati preliminari provenienti da Sudafrica, Scozia e Inghilterra rivelano che infezioni da Omicron provocherebbero malattie lievi rispetto alle precedenti varianti del coronavirus, causando un minor numero di ospedalizzazioni. Il rischio di ricovero in ospedale a causa dei sintomi della variante Omicron è del 40% più basso rispetto a Delta, secondo i dati di una ricerca condotta in Gran Bretagna da un team dell’Imperial College, guidato dal professor Neil Ferguson. I ricoveri di almeno un giorno sono stati tra il 40% e il 45% inferiori in chi era stato infettato con la variante Omicron, rispetto a chi aveva contratto la Delta. Dati confortanti per quanto riguarda anche per gli ingressi in pronto soccorso: chi è contagiato da Omicron ha il 15-20% di rischio in meno - rispetto a un positivo per Delta - di doversi rivolgere al triage di un ospedale.

Uno studio condotto dal National Institute for Communicable Diseases del governo sudafricano, sotto la direzione di Nicole Walter e Cheryl Cohen ha rivelato che il rischio di ospedalizzazione nei pazienti che hanno contratto Omicron è il 20% di quello osservato nei pazienti che avevano contratto Delta. “Se il rischio di finire in ospedale per Delta fosse stato del 5%, per Omicron sarebbe del 1%. Nonostante lo studio utilizzi controlli storici (Delta è sparita dal Sudafrica adesso) l’analisi è stata fatta dopo aver corretto per età, sesso ed anamnesi positiva per aver contratto l’infezione in precedenza”, spiega l’immunologo Guido Silvestri nella sua rubrica Pillole di Ottimismo su Facebook.

“Mentre la variante Omicron è altamente trasmissibile, ci sono stati tassi di ospedalizzazione inferiori rispetto alle precedenti ondate”, afferma ancora la nota del governo sudafricano. “La velocità con cui la quarta ondata guidata da Omicron è salita, ha raggiunto il picco e poi è scesa è stata sbalorditiva. Picco in quattro settimane e declino precipitoso in altre due”, ha scritto su Twitter Fareed Abdullah del South African Medical Research Council.

La scorsa settimana i funzionari sudafricani hanno eliminato la quarantena per le persone che, pur essendo state esposte al virus, non hanno sintomi. “Le strategie di contenimento non sono più appropriate: la mitigazione è l’unica strategia praticabile”, è la linea sudafricana.

Intanto Omicron non si ferma e dilaga nel mondo. Dall’Europa agli Usa. Ieri l’Italia ha toccato il record di 126.888 nuovi positivi, rispetto ai 98.020 di mercoledì, mentre la settimana di Natale ha fatto registrare un’impennata di nuovi casi dell′80,7% insieme ad una crescita del 20,4% di ricoverati con sintomi e del 13% di pazienti in intensiva.

Sempre ieri la Francia per la prima volta dopo due giorni non ha battuto nuovamente il record di casi fermandosi a 206mila nuovi positivi, duemila in meno di 24 ore fa. Ma a crescere esponenzialmente sono i ricoveri: 18mila, quota che il Paese non raggiungeva da maggio scorso. In Gran Bretagna, i contagi viaggiano ormai sui 180mila quotidiani. La Germania sta registrando una drammatica escalation di decessi: ieri sono stati 383. E Berlino si prepara al peggio per gennaio, dato che Omicron, al momento, rappresenta solo il 17,7% dei casi di Covid. Anche l’Irlanda, con 16.428 nuovi casi assiste ad un nuovo, triste record dall’inizio dell’era Covid.

La nuova variante non corre solo nel Vecchio Continente. In India rappresenta ormai la metà dei casi rilevati e il Paese registra oltre 13mila nuovi positivi nelle ultime 24 ore, con 268 morti. Negli Usa, solo a New York, i nuovi casi sono 67mila e la città è paralizzata causa quarantene. La Russia, con 87.527 decessi scalza il Brasile diventando il secondo Paese al mondo dopo gli Usa per numero di morti a causa del coronavirus.

L’arma per fronteggiare il virus rimane il vaccino, in particolare le terze dosi. L’Austria, per abbattere il muro di scetticismo che ancora permane in parte della popolazione, potrebbe presto varare un bonus spesa di 500 euro per sollecitare al booster. La proposta è stata avanzata dai socialdemocratici e il governo di Oevp e Verdi si è detto pronto a discuterne. ”È un segnale positivo”, ha spiegato il cancelliere Karl Nehammer.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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