Una ricerca condotta in Germania ha svelato un dato molto importante

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Scuola
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In Italia si continua a parlare della chiusura delle scuole come misura per contenere la diffusione dei contagi, soprattutto dopo la decisione di Vincenzo De Luca di sospendere le lezioni. In Germania, invece, l’Institute of Labor Economics ha condotto uno studio in cui ha mostrato che gli istituti scolastici non possono essere definiti focolai del virus.

Lo studio sul Covid

Lo studio tedesco ha dimostrato che la riapertura delle scuole ha avuto un effetto contrario per quanto riguarda la diffusione del virus. I ricercatori hanno preso in considerazione l’andamento dei contagi nei 401 distretti tedeschi prima e dopo l’estate. Dal 3 agosto al 14 settembre i ricercatori “non hanno osservato alcuna evidenza di un effetto diretto sull’aumento dei casi rispetto alla riapertura delle scuole“. Gli esperti hanno notato che la curva dei contagi sembra essersi rallentata con l’apertura delle scuole. L’indice di media su 100mila abitanti ha mostrato 0,55 casi in meno al giorno. Lo studio ha analizzato in modo particolare la fascia d’età fino ai 34 anni, mentre per gli over 60 il tasso è rimasto invariato.

I numeri sono bassi, tenendo conto che al momento del rientro a scuola il tasso di infezione era basso e le condizioni metereologiche erano più favorevoli per la ventilazione delle aule e per le attività all’aperto. Le misure applicate dalla scuole sembrano essere servite. In ogni caso, ogni istituto deve poter garantire la didattica in sicurezza, così come il sistema sanitario deve garantire testing, contact tracing e trattamento dei pazienti in isolamento. Lo studio tedesco ha mostrato che la riapertura della scuola, in presenza di tutti gli altri elementi, potrebbe contenere l’epidemia. Secondo la ministra Lucia Azzolina, fino al 10 ottobre gli studenti contagiati erano 5.793, ovvero lo 0,08% del totale, mentre tra personale docente e non docente si sono registrati rispettivamente 1020 e 283 casi. In Italia ci sono molte differenze riguardo l’impatto del rientro a scuola, visto che negli ultimi 7 giorni le regioni che hanno iniziato l’anno scolastico il 14 settembre hanno registrato 8,1 casi per 100mila abitanti, con un aumento del 71%.