Una sera a Bolzano, con bar e ristoranti aperti

Marco Marangoni
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AGI - I rintocchi delle campane del Duomo sotto la luna che illumina la conca di Bolzano battono le ore 19. In piazza Walther i negozi hanno già le serrande abbassate, i locali pubblici che s'affacciano sul 'salotto buono' del capoluogo altoatesino ai piedi della statua del menestrello sono aperti. In Alto Adige, a differenza del Dpcm del Governo che prevede la chiusura alle ore 18, bar e ristoranti fino al 24 novembre potranno restare aperti rispettivamente fino alle ore 20 e 22.

Tutto in virtù dello Statuto di Autonomia e precisamente dell'ordinanza numero 49 di domenica scorsa che si rifà alla legge provinciale in materia Covid-19 approvata nel maggio scorso supportata dal governatore Arno Kompatscher. La Provincia di Bolzano ha deciso di intraprendere una sua via anche per affrontare la seconda ondata della pandemia. Il Dpcm tra le vallate altoatesine che quest'anno non saranno 'accese' dai Mercatini di Natale e dalle antiche feste e sfilate del periodo dell'Avvento, il nuovo Dpcm nazionale è stato in gran parte reperito ma con alcuni adattamenti alla realtà locale. Sì alla modifica degli orari di apertura degli esercizi pubblici per salvare l'economia, sì alla didattica a distanza per le scuole superiori per almeno il 50%, sì a cinema, spettacoli e manifestazioni che si svolgono in teatri e sale da concerto fino ad un massimo di 200 persone tutte con la mascherina indossata. Nel pacchetto c'è anche l'atteso sì per l'apertura degli impianti di risalita con funivie e cabinovie che potranno portare fino all'80% della capienza consentita.

In piazza Walther soffia un venticello fresco che proviene dalle montagne già innevate. Ai tavolini all'esterno non ci sono persone, fa freddo, anche se l'ordinanza lo consentirebbe con posti assegnati e massimo 4 persone. I bar delle vicine vie del centro storico sono aperti ma gli avventori sono comunque pochi. Fuori dai negozi ci sono gli scatoloni della merce vuoti, ammassati, in attesa che vengano raccolti dal personale preposto. Spostandoci in piazza Erbe, nota per essere il cuore delle 'movida' bolzanina ma anche per il suo mercato permanente di frutta, verdura e i tanti prodotti tipici della gastronomia, ci sono solo i venditori che stanno riordinando la bancarella. C'è qualche giovane seduto ai tavolini esterni dei ristoranti, tutti al loro posto, seduti rispettando le misure di distanziamento previste dai protocolli. Chi ha ordinato una minestra accompagnata da un canederlo oppure un classico tagliere di speck.

I piatti tipici non sono graditi solo dai turisti, assenti in questo difficile periodo, ma anche dai bolzanini. "Per fortuna che qui in Alto Adige abbiamo una legge speciale che ci consente di tenere aperto qualche ora in più altrimenti per noi significherebbe andare incontro ad una chiusura non solo per due o tre mesi ma per sempre", dice all'AGI il gestore di un noto pub di piazza Erbe. C'è chi rientra velocemente da lavoro, chi ha deciso di fare un veloce 'giro in città' con un amico o con la compagna, fino alle 22 c'è ancora tempo per mangiare. Le persone indossano la mascherina, la paura di contrarre il coronavirus è tanta: a Bolzano, città di circa 110mila abitanti, gli attuali positivi sono 1.158 su un totale di 3.738 a livello provinciale.