Un'altra donna accusa Epstein e getta un'ombra sul principe Andrea

Veronique Viriglio

Un'altra tegola sul capo del principe Andrea. All'indomani della disastrosa intervista sull'affaire Epstein, è spuntata una nuova accusatrice del finanziere-pedofilo che ha chiesto al duca di York di parlare. Non c'è pace dunque per il terzogenito della regina Elisabetta II da cui adesso, uno dopo l'altra, aziende e università prendono le distanze.

La denuncia

La donna è apparsa in pubblico sotto lo pseudonimo di 'Jane Doe 15' (15 sta per l'età che aveva all'epoca degli abusi), lanciando un accorato appello nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Los Angeles. All'età di 15 anni, ha raccontato, subì "abusi sessuali crudeli e prolungati" da parte del finanziere Jeffrey Epstein e ora ha deciso di denunciare il miliardario, morto suicida nell'agosto scorso in carcere; ma per portare avanti la sua istanza ha chiesto al principe Andrea di "deporre come teste".

Prima di lei un'altra decina di donne avevano denunciato di essere rimaste vittime di violenze sessuali inflitte dal finanziere americano, morto suicida in cella, accusato di induzione alla prostituzione e pedofilia. L'accusatrice ha chiesto che "il principe Andrea e chiunque altro fosse vicino ad Epstein, si facciano avanti per deporre sotto giuramento su quello che sanno". La sua legale, Gloria Allred, ha aggiunto che il terzogenito della regina Elisabetta dovrebbe accettare di incontrare "volontariamente" l'Fbi e i pm che stanno indagando il caso a New York.

L'inizio dell'incubo

Jane Doe 15 ha raccontato di essere stata catapultata nel "mondo oscuro" di Epstein durante una gita scolastica a New York. Era stata autorizzata a fare visita alla sorella maggiore che lavorava come modella nella Grande Mela e conosceva già il finanziere. La ragazza, all'epoca 15enne, venne invitata alla residenza di Epstein, accolta da una segretaria che le scattò fotografie, prese una serie di informazioni e le regalò un iPod. Alcune settimane dopo quell'appuntamento, una mail inviata dalla stessa segretaria la informava che Epstein era rimasto "entusiasta" per le foto ed era "molto interessato a lei".

Le due sorelle furono allora invitate ad uno show a Las Vegas e poi al ranch di Epstein, in New Mexico. La ragazza - "cresciuta in una povera abitazione del Midwest", ha precisato l'avvocato - riuscì a convincere la madre ad autorizzarla ad andare, eccitata all'idea di poter viaggiare.

Alla fine dello spettacolo le sorelle furono accompagnate a bordo dell'aereo privato di Epstein, che "era presente e accompagnato da diverse ragazze giovani"; e una volta arrivate nella proprietà del finanziere, tutte le ragazze vennero lasciate libere di fare quel che volevano, cavalcare, nuotare nella piscina e altro. Ma a un certo punto, in base alla testimonianza della ragazza e ai documenti legali, la 15enne fu portata nella stanza di Epstein, in vestaglia, che le chiese di fargli un massaggio. E lì lui la aggredì. Jane Doe 15 lasciò il ranch dopo tre o quattro giorni, ma "Epstein - ha raccontato - si era preso la mia innocenza sessuale".