Uncem: per vini montagna servono investimenti e riordino fondiario

Image from askanews web site
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Milano, 2 nov. (askanews) - "Due cose sono urgenti per far crescere ancora i vini di montagna, oltre alla dimensione enologica e alle questioni di semplificazione burocratiche. Investire risorse e procedere con una ricomposizione fondiaria nazionale, come la Francia ha fatto 30 anni fa, altrimenti lavorare quei versanti è inutile, troppo difficile e poco remunerativo. Non bastano poche risorse economiche che possono investire gli Enti locali. E già lo fanno, fanno moltissimo". E' quanto dichiarano in una nota il presidente nazionale dell'Unione nazionale Comuni Comunità Enti Montani (Uncem) e il presidente dell'Uncem Piemonte, Marco Bussone e Roberto Colombero.

"Che una parte del gettito del pedaggio delle autostrade debba andare ai territori, Uncem lo afferma da dieci anni, ne siamo convinti e serve una larga mobilitazione, anche con qualche forma di chiara e netta protesta" ricordano Bussone e Colombero, aggiungendo che "quelle lingue di asfalto attraversano le valli senza lasciare benefici: solo inquinamento e impatto ambientale. Vale anche in Val di Susa, e abbiamo rilanciato la mobilitazione in occasione dei 25 anni della Doc ValSusa".

"Una operazione seria va gestita con Autofrejus, che come altre autostrade può lasciare almeno un centesimo di ogni veicolo in transito, al territorio, alle due Unioni montane che li investiranno sui territori" proseguono gli esponenti dell'Uncem, sottolineando che è necessario "un cambio di passo, tantopiù oggi con i passaggi in crescita dovuti alla chiusura dei tunnel del Monte Bianco: alla valle finora resta niente". "Si attuino finalmente le regole del pagamento dei servizi ecosistemici-ambientali, cambiamo i paradigmi economici" continuano, evidenziando che "quello dei vini di montagna da sviluppare con una parte del gettito del pedaggio potrebbe essere un buon progetto, analogo a quello fatto nelle Marche, con Uncem, con le risorse che arrivano dalla A14 nel tratto verso Ancona".

"Lì serviranno per la gestione forestale attiva, e non solo a piantare nuovi alberi visto che attorno all'autostrada ve ne sono fin troppi" aggiungono Colombero e Bussone, concludendo "in Val di Susa, un gettito in arrivo dall'AutoFrejus servirebbe molto per la cura e la gestione dei versanti, potenziando l'area vitata, un milione di euro l'anno almeno: ne parleremo con il ministro Salvini".