Under 12 VS over 12: senza vaccini per tutti a scuola, la socialità dei ragazzi è a rischio

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- (Photo: Getty Images via Getty Images)
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Dodici anni: è l’età che attualmente segna una linea di demarcazione nella platea della popolazione pediatrica vaccinabile contro il Covid e, con l’inizio dell’anno scolastico, anche all’interno delle aule. Ci sono infatti classi in cui sono presenti contemporaneamente minori di 12 anni, che non hanno ancora la possibilità di immunizzarsi, e ragazzi più grandi. Vaccinati e vaccinabili, non vaccinati e non vaccinabili per dato anagrafico siedono insieme dietro i banchi, dando vita a situazioni di potenziale disparità. Ma facciamo qualche esempio.

A sollevare il tema, nelle scorse settimane, era stato l’annuncio del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sulla possibilità di abbassare le mascherine nelle classi in cui tutti gli alunni sono vaccinati, pur mantenendo il distanziamento interpersonale. “Nelle classi ci sarà sempre qualcuno di non vaccinato. E questo creerà una situazione di disagio, con il rischio di emarginazione da parte dei ragazzi che vorrebbero levare la mascherina. Si pensi, per esempio, se in una classe di 25 studenti c’è solo uno senza vaccino come si sentirà questo ragazzo?”, aveva commentato all’Ansa Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi.

“Fermo restando che aspiriamo tutti a tornare a una situazione di normalità, resta il fatto che né i dirigenti né i docenti possono avere informazioni sullo stato di vaccinazione di un alunno. Come facciamo dunque a saperlo? Si potrebbe ovviare con una super-app, come quella che dovrà essere varata per i docenti, con cui si può sapere quali sono le classi completamente vaccinate senza dover chiedere ad ognuno certificati o documentazioni”, aveva aggiunto il presidente dell’Anp.

Sulle disparità dovute al dato anagrafico e sull’eventualità di abbandonare l’uso delle mascherine nelle classi composte da soli vaccinati è tornato in queste ore Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e portavoce del Comitato tecnico scientifico. ”È importante riuscire a mantenere la didattica in presenza e, in quest’ottica, è incoraggiante l’adesione molto positiva dei giovani alla campagna vaccinale. Sotto i 12 anni, però, almeno per questa prima parte dell’anno scolastico, non ci si può ancora vaccinare e questo rappresenta un punto debole. Togliere la mascherina nelle classi in cui sono tutti vaccinati è uno scenario di arrivo. Con un numero sempre più alto di persone immunizzate, si cercherà di ridurre le misure di sicurezza e le ‘barriere’. Oggi non siamo ancora in questa condizione: l’orizzonte di riferimento è una situazione di controllo del virus, con il quale dobbiamo imparare a convivere”, ha detto Brusaferro.

Al di là delle difficoltà nell’applicazione di deroghe e regole in classi disomogenee per età e copertura vaccinale i problemi potrebbero riguardare, per esempio, la partecipazione alla vita di classe degli studenti fragili. Immaginiamo una classe delle scuole medie dove è presente un alunno immunodepresso o affetto da una grave patologia: tutti i suoi compagni desiderano vaccinarsi per proteggerlo ma chi non ha ancora compiuto 12 anni è impossibilitato a farlo, i genitori del ragazzo non vogliono correre rischi. In quel caso, in possesso di certificati rilasciati dalle competenti autorità sanitarie, nonché dal medico di assistenza primaria che ha in carico il paziente, è possibile consentire di seguire la programmazione scolastica avvalendosi anche eventualmente della didattica a distanza. La salute dell’alunno viene così tutelata, mentre la sfera della socialità può risentirne.

Tornando alla campagna vaccinale: mentre le case farmaceutiche attendono di sottoporre alle agenzie regolatorie i risultati dei trail clinici del vaccino anti-coronavirus sulla fascia 5-11 anni per una futura approvazione d’uso, in Italia proseguono le immunizzazioni dei ragazzi dai 12 ai 19 anni. Secondo il report del governo (in costante aggiornamento), la loro platea è pari a 4.627.514: attualmente oltre il 64% ha ricevuto almeno la prima dose, mentre più del 52% risulta completamente immunizzato.

Si tratta della fascia d’età che racchiude gli studenti delle scuole medie e delle superiori su cui oggi anche Fondazione Gimbe ha puntato i riflettori affermando che “le evidenze scientifiche dimostrano che per minimizzare il rischio della circolazione virale nelle scuole è necessario attuare tutti gli interventi di prevenzione, ma i vaccini per gli under 12 anni non sono disponibili, per gli over 12 anni la copertura ha nette differenze regionali”.

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, ha affermato che “l’obiettivo del governo di garantire la scuola in presenza al 100% rischia di essere fortemente disatteso come dimostra il numero di classi e studenti già in quarantena. È una strategia molto rischiosa puntare esclusivamente sulla vaccinazione senza screening sistematici e interventi di sistema su aerazione, ventilazione e gestione trasporti”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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