Undici sindaci chiedono a Draghi di andare avanti: il testo della lettera aperta

Crisi Governo lettera sindaci
Crisi Governo lettera sindaci

La crisi di Governo in atto, ha spinto in queste ore, undici sindaci a lanciare un appello a Draghi e alle istituzioni affinché venga anteposto l’interesse del Paese agli interessi personali. Tra i firmatari configurano i due primi cittadini di Roma e Milano Roberto Gualtieri e Beppe Sala, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e ancora il sindaco di Genova Marco Bucci. In particolare la richiesta che è stata fatta al premier è una sola: che vada avanti affinché al Paese venga garantita la stabilità.

Crisi Governo, la lettera degli undici sindaci

I sindaci hanno sottolineato che “Il Presidente Mario Draghi ha rappresentato fino ad ora in modo autorevole il nostro Paese nel consesso internazionale e ancora una volta ha dimostrato dignità e statura, politica e istituzionale. Draghi ha scelto con coraggio e rigore di non accontentarsi della fiducia numerica ottenuta in aula ma di esigere la sincera e leale fiducia politica di tutti i partiti che lo hanno sostenuto dall’inizio”.

Hanno poi proseguito appellandosi a Draghi affinché prosegua con il suo lavoro e spieghi “al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo”. Contestualmente a tutte le forze politiche presenti in Parlamento è stato chiesto di “pensare al bene comune e di anteporre l’interesse del Paese ai propri problemi interni. Queste forze, nel reciproco rispetto, hanno il dovere di portare in fondo il lavoro iniziato in un momento cruciale per la vita delle famiglie e delle imprese italiane”.

“Ora più che mai abbiamo bisogno di stabilità”

Infine i sindaci hanno concluso lanciando alle stesse forze politiche un monito ricordando quali potrebbero essere le conseguenze per l’Italia: “Se non dovessero farlo si prenderebbero una responsabilità storica davanti all’Italia e all’Europa e davanti alle future generazioni. Ora più che mai abbiamo bisogno di stabilità, certezze e coerenza per continuare la trasformazione delle nostre città perché senza la rinascita di queste non rinascerà neanche l’Italia”.

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