Unesco, l'arte della pizza diventa patrimonio dell'umanità

Attesa a Napoli per la pizza patrimonio immateriale dell'Unesco

"L'arte del pizzaiuolo napoletano è patrimonio culturale dell'Umanità Unesco. Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo". Lo scrive il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina su Twitter commentando il via libera all'unanimità dell'Unesco al dossier italiano.

L’arte del pizzaiuolo napoletano è patrimonio culturale dell’Umanità Unesco. Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo #pizzaUnesco pic.twitter.com/MgQ5izZWbf

— Maurizio Martina (@maumartina) 7 dicembre 2017

 

La pizza napoletana diventa patrimonio dell'umanità. Il 12° Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco, riunito in sessione sull'isola di Jeju, ha valutato positivamente la candidatura italiana. Lo ha annunciato la delegazione italiana che sull'isola della Corea del Sud ha atteso il riconoscimento sperato. I lavori del Comitato Unesco si concluderanno il 9 dicembre e solo al termine di questa ultima sessione il riconoscimento dell'Arte del pizzaiuolo napoletano sarà ufficialmente ratificato, dando il via ai festeggiamenti ufficiali. "Quando nel 2014 Alfonso Pecoraro Scanio, proprio tra i tavoli del Napoli Pizza Village, annunciò l'avvio della petizione a sostegno dell'arte del pizzaiuolo napoletano come Patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, abbiamo deciso di sostenere questa avventura, non immaginando che questo percorso sarebbe stato così ricco di soddisfazioni - affermano Claudio Sebillo ed Alessandro Marinacci, ideatori ed organizzatori di Napoli Pizza Village - Siamo così orgogliosi di questa vittoria che speriamo di festeggiare con tutta Napoli lo storico risultato con un evento gratuito aperto a tutti dove protagonisti saranno ancora una volta i pizzaiuoli per i quali abbiamo ottenuto questo importante riconoscimento internazionale".

"Si tratta di un riconoscimento a lungo atteso, che premia i pizzaiuoli, il loro lavoro, la loro identità - afferma il professor Pier Luigi Petrillo, Consigliere per l'Unesco. L'Unesco ha voluto riconoscere quale patrimonio dell'umanità la creatività dei pizzaiuoli che hanno saputo trasformare elementi basici come l'acqua e la farina in una creazione di incredibile valore culturale che rappresenta l'Italia nel mondo". Sebillo e Marinacci hanno concluso "Vogliamo particolarmente ringraziare Alfonso Pecoraro Scanio che fin dal 2000, da Ministro dell'Agricoltura ha avviato l'azione per difendere il valore della tradizione artigianale dei pizzaiuoli, raccogliendo oltre due milioni di firme raccolte in più di 100 Paesi e coinvolgendo 600 ambassador. E con lui ringraziamo tutti i pizzaiuoli napoletani, le organizzazioni, le imprese, le istituzioni e i milioni di cittadini che hanno permesso alla petizione di raggiungere un record mondiale". 

"L'arte dei pizzaiuoli napoletani è Patrimonio Immateriale dell'Umanità! Dall'@UNESCO riunita in Corea del Sud arriva ora la notizia. Un riconoscimento per #Napoli e l'Italia intera mentre sta per iniziare il 2018 #annodelciboitaliano #PizzaUnesco". Così il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, su twitter.

L’arte dei pizzaiuoli napoletani è Patrimonio Immateriale dell’Umanità! Dall’@UNESCO riunita in Corea del Sud arriva ora la notizia. Un riconoscimento per #Napoli e l’Italia intera mentre sta per iniziare il 2018 #annodelciboitaliano #PizzaUnesco pic.twitter.com/JEnhmMGcuW

— Dario Franceschini (@dariofrance) 7 dicembre 2017

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