Ungaro (Iv): tasse sul lavoro ridotte solo con Renzi, non con Lega

Pol/Bac

Roma, 6 nov. (askanews) - "In Italia il cuneo fiscale, ovvero la differenza imposte e contributi previdenziali dovuti da imprese e lavoratori e la retribuzione netta del lavoratore, è ancora troppo alta. E va ricordato che negli ultimi 20 anni solo i governi Renzi - e ancor prima Prodi - hanno ridotto le tasse sul lavoro: mai i governi della Lega né per quanto riguarda il cuneo e men che meno relativamente alla pressione fiscale". Lo afferma in una nota Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva componente della VI Commissione Finanze della Camera ed eletto nella Circoscrizione Estero - Europa.

"Attualmente - continua - se un lavoratore riceve in busta paga 1000 euro, l'impresa ne sborsa oltre 1900 euro: un costo del lavoro troppo elevato che disincentiva le assunzioni per le imprese e limita il potere d'acquisto dei lavoratori. Tasse sul lavoro così alte alimentano il lavoro nero e la precarietà, anche qui soprattutto quella giovanile. E infatti migliaia di ragazze e ragazzi di questo paese ogni anno lasciano il Paese dove non trovano i mezzi per soddisfare le proprie aspirazioni ma solo tasse svedesi e stipendi greci. Per questo abbassare le tasse sul lavoro per sostenere l'occupazione, il potere d'acquisto e quindi la crescita è la priorità dell'azione politica di Italia Viva. Anche perché la più grande riduzione della pressione fiscale negli ultimi 20 anni è avvenuta sotto il governo di Matteo Renzi, una riduzione di 1.8% di PIL contando oltre alla riduzione di imposte dirette, indirette e contributi sociali come il taglio dell'IRAP, dell'IRES, del canone RAI e anche la misura degli 80 euro".

"Occorre prima di agire con troppa fretta - conclude - attuare ulteriori riduzioni di tasse anche a favore delle imprese sul lato datoriale per abbassare il costo del lavoro, e rendere le nostre imprese più competitive. Da qui la proposta di Italia Viva di concentrare le risorse per il cuneo fiscale nell'ultimo trimestre del 2020 in modo da concentrarci per i primi tre trimestri alla riduzione della pressione fiscale, per una questione di chiarezza, di efficacia e di comunicazione dell'azione di governo".