Ungaro (Iv): unica Italia che cresce è quella all'estero

Pol/Bac
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Roma, 27 ott. (askanews) - "I dati e l'analisi del Rapporto italiani nel mondo della Fondazione Migrantes presentati oggi sono inequivocabili. Continua la diaspora di cervelli, cuori e braccia di italiane e italiani all'estero specie delle fasce più dinamiche della nostra società che, non trovando opportunità in Italia, decidono di emigrare. Se nel 2006 gli iscritti all'Aire erano poco più di 3 milioni, nel 2020 hanno raggiunto quasi i 5 milioni e mezzo: in quindici anni la mobilità italiana è aumentata del 76,6%". Lo afferma Massimo Ungaro, deputato di Italia viva eletto nella circoscrizione Estero-Europa. "Nel solo 2019 - osserva - se ne sono andati oltre 130.000, di questi quasi metà ha un titolo di studio di basso livello, un dato che toglie enfasi alla narrazione dell'emigrazione italiana riservata solo alle eccellenze, mentre il 40% ha un'età compresa tra i 18 e i 31 anni. Per questo accolgo con favore le parole del Presidente Conte per introdurre nuovi strumenti per favorire il rientro e per rendere il nostro paese più attrattivo per giovani, per chi ha aspirazioni lavorative e per chi vuole costruire una famiglia". "Tanto è stato fatto con le norme introdotte per favorire il controesodo nel 2010, 2015 e nel 2019, ma già dalla prossima legge di bilancio - insiste - occorre intervenire per risolvere la disparità tra rimpatriati, generare nuove occasioni occupazionali e formative per emancipare i nostri giovani, specie quelli che non studiano e non lavorano, combattere la precarietà di forme contrattuali ingiuste e instaurare una cultura dell'impegno e della meritocrazia. Così si potrà creare davvero un'emigrazione circolare". "Un ringraziamento sentito alla Fondazione Migrantes per il suo 15esimo Rapporto, uno strumento davvero prezioso per analizzare l'emigrazione e la mobilità italiana nel mondo. La cultura della mobilità promuove l'internazionalismo e la cooperazione, e nel nostro continente crea le condizioni per l'Europa unita. Ringrazio quindi la curatrice Dott.ssa Licata, Mons. Di Tora, il Direttore Don De Robertis, la Cei e gli oltre 700 studiosi che hanno partecipato alla stesura di questi primi 15 rapporti. Concordo pienamente con il Cardinale Bassetti per il quale con il decreto 'Immigrazione' si ritorna a parlare di persone", conclude.