Ungheria: interrogazione Sensi-Quartapelle su chiusura radio indipendente Klubradio

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Ungheria: interrogazione Sensi-Quartapelle su chiusura radio indipendente Klubradio
Ungheria: interrogazione Sensi-Quartapelle su chiusura radio indipendente Klubradio

Roma, 11 feb. (Adnkronos) – Un'interrogazione al ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale firmata dai parlamentari Pd, Filippo Sensi e Lia Quartapelle, sulla "radio ungherese Klubradio, una delle ultime emittenti radiofoniche indipendenti in Ungheria, dovrà cessare le trasmissioni il 15 febbraio prossimo". Il direttore e proprietario della radio ungherese "ha definito 'un'esecuzione' la chiusura dell’emittente, attraverso cui 'Orban fa tacere l'ultima radio libera del Paese'. Si tratta di 'un altro colpo contro il pluralismo dei media'", si legge nell'interrogazione in cui si spiega che anche "la Commissione europea segue la vicenda".

"Già nel 2018 il Parlamento europeo ha chiesto al Consiglio di adottare provvedimenti per evitare che l'Ungheria violasse i valori fondanti dell'Unione in materia di indipendenza giudiziaria, libertà di espressione, corruzione, diritti di minoranze, migranti e rifugiati. Contro Budapest è stata avviata la cosiddetta procedura sullo Stato di diritto, basata sull'articolo 7 del Trattato di Lisbona. A inizio 2020, però, una risoluzione del Parlamento Europeo denunciava come "l'incapacità del Consiglio di applicare efficacemente l'articolo 7 continui a compromettere l'integrità dei valori comuni europei, proprio nel rispetto e nella difesa di quei valori, la battaglia di KlubRadio non può restare solo una vicenda ungherese, ma deve rappresentare una nuova sfida di tutti gli europei per non segnare un precedente pericoloso per il futuro”.

Alla luce di tutto questo, i due parlamentari dem chiedono al governo "quali azioni intenda intraprendere il governo nei rapporti bilaterali con l’Ungheria e nelle sedi europee e internazionali per impedire la chiusura di KlubRadio e, più in generale, il rispetto del pluralismo e della libertà dei media in Ungheria".