Ungheria. L’Onu critica la legge che istituisce campi di reclusione per i richiedenti asilo

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) reagisce duramente all’adozione da parte del Parlamento ungherese della legge che permette di incarcerare sistematicamente i richiedenti asilo in attesa che la loro pratica venga dismessa. Una vera e propria creazione di campi di concentramento al confine con Serbia e Croazia, nella descrizione della portavoce dell’UNHCR, Cecile Pouilly:

“In concreto significa che ogni richiedente asilo, inclusi i bambini, sarà rinchiuso in dei container da trasporto circondati da alte recinzioni di filo spinato, al confine, per periodi di tempo indeterminati. Questo avrà un terribile impatto fisico e psicologico su donne, bambini e uomini che già hanno subito enormi sofferenze” ha spiegato in conferenza stampa.

Il Parlamento ha votato la nuova legge con 138 voti a favore, 6 contrari e 22 astenuti. Il Premier Viktor Orban, intervenuto alla cerimonia di giuramento di un gruppo di guardie di frontiera, ha sostenuto che l’immigrazione è il cavallo di Troia del terrorismo:

“Signore e signori, la crisi migratoria andrà avanti fino a quando non verranno curate le sue cause primarie. Andrà avanti fino a quando non verrà riconosciuto ovunque che le migrazioni sono il cavallo di Troia del terrorismo” ha detto il Primo Ministro conservatore.

L’Ungheria, Paese di transito per i migranti diretti in primis in Germania e Nord Europa e che non ha subito alcun attacco terroristico, nel 2016 ha concesso l’asilo a 425 persone sugli oltre 30.000 richiedenti.

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