Unhcr ricorda anniversario naufragio Lampedusa -4-

red/Mgi

Roma, 3 ott. (askanews) - Infine, abbiamo bisogno di una più ampia comprensione che nell'attuale situazione di violenza la Libia non è un luogo sicuro per le persone salvate in mare. Da aprile, l'intensificarsi della violenza ha peggiorato una situazione di sicurezza già instabile. Fino a quando non si verificherà un drastico cambiamento della situazione, la Libia non può essere considerata un luogo sicuro per lo sbarco di persone soccorse in mare.

A tre mesi dall'attacco aereo al centro di detenzione di Tajoura, in cui hanno perso la vita più di cinquanta rifugiati e migranti detenuti, le persone salvate e intercettate in mare dalla Guardia costiera libica continuano a essere riportate in Libia e regolarmente detenute nei centri di detenzione, dove si trovano ad affrontare condizioni terribili, spaventose violazioni dei diritti umani e la crescente minaccia di essere coinvolte nelle ostilità. L'UNHCR continua a chiedere la chiusura di tutti i centri di detenzione. Il decreto del Ministero dell'Interno del 1 agosto che ordina la chiusura di tre centri di detenzione è un positivo passo in avanti, che ora deve essere attuato concretamente.