Uni, Ente italiano di Normazione festeggia 100 anni con nuovo logo

Red
·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 23 gen. (askanews) - Uni, l'Ente Italiano di Normazione, festeggia 100 anni con un nuovo logo e un video che ripercorre la propria storia, presentati in un evento in remoto. Era il 26 gennaio del 1921 quando Anima Confindustria Meccanica varia crea Uni per rispondere alle esigenze di tutti gli attori coinvolti: imprese, istituzioni, professionisti e consumatori. Fra i compiti, quello di certificare la conformità di un prodotto, le competenze di un professionista e il rispetto delle condizioni di salute e sicurezza sul posto di lavoro. Senza la normazione molti ambiti del lavoro e dell'attività umana sarebbero diversi: per esempio senza la Uni 286 del 1934 sarebbe stato impossibile pilotare un aereo, così come senza la Uni 7154 del 1973 le condizioni di lavoro non sarebbero così sicure o senza la più recente Uni En 13432 si butterebbero i rifiuti ancora in un unico sacchetto indifferenziato. Grazie alla normazione si può dire che è un mondo diverso, "un mondo fatto bene".

La normazione svolge ha anche il ruolo sociale di armonizzare la crescita e spingere l'innovazione verso l'accessibilità, l'economia circolare e della condivisione, la sicurezza della società e del cittadino, le smart cities e le comunità e infrastrutture sostenibili. Il ruolo sociale di Uni è emerso con evidenza durante la crisi sanitaria legata al Covid. Grazie a Uni è stato possibile identificare e condividere con il Cen, il Centro Europeo di Normazione, i riferimenti per garantire approvvigionamenti di dispositivi di protezione individuali, ma anche di dispositivi e apparecchiature mediche e la riconversione delle linee di produzione.

"La normazione è nata 100 anni fa per rispondere alle esigenze dell'industria sull'interfacciabilità dei componenti - ricorda Piero Torretta, presidente Uni -. La prima fase della sua storia è stata caratterizzata dalla "centralità del prodotto" per indirizzarsi, dagli anni '70 in poi, con l'evoluzione dei modelli organizzativi, verso la "centralità del processo", e traguardare in questi ultimi anni alla "centralità della persona", sia nel lavoro (il rapporto uomo macchina, i dilemmi dell'intelligenza artificiale) sia nella dimensione di consumatore e cittadino (tutele, diritti, chiara informazione). L'obiettivo per i prossimi anni ce lo ha suggerito il Consiglio Ue, chiedendo che tutti i beni e i servizi europei siano conformi alle norme e agli standard europei, al fine di garantire la competitività dell'Europa, una concorrenza leale e accrescere la fiducia dei consumatori". "Andiamo fieri di quell'intuizione avvenuta cento anni fa - afferma Marco Nocivelli, presidente Anima - ma anche del fatto che Uni arrivi a festeggiare questi suoi primi 100 anni, dimostrando di saper seguire il mercato. Se pensiamo a quanto sia cambiato il mondo negli ultimi non 100 ma 10 anni, riusciamo a farci un'idea più precisa di quanto sia preziosa questa resilienza. Nuovi mercati si sono affacciati sullo scenario mondiale, spesso si sono scontrati - ad esempio quello cinese e americano - e hanno portato l'Europa e ripensare la produzione industriale nel rispetto di vincoli ambientali sempre più sfidanti: anche in questo campo la normazione è intervenuta per sostenere la competitività delle imprese".