Unicef Italia: "Numero alto bambini scomparsi in Ucraina ma non sappiamo se siano 'deportati'"

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(Adnkronos) - “Esiste un movimento di bambini verso la Russia ma non siamo in grado di quantificarlo, né di dire se sia volontario oppure se sia forzato”. Parlando con l’Adnkronos, il portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini evita accuratamente di utilizzare il termine “deportati”, così come ha detto il giorno di Pasqua il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando di 5mila bambini deportati da Mariupol in Russia e di cui si sono perse le tracce. "Se non c’è una nota ufficiale delle Nazioni Unite che dia una spiegazione su questo - afferma Iacomini - e che intervenga, sia sulle cifre che prendendo una posizione, non possiamo confermare questa notizia. Tuttavia, non si può negare che ci siano movimenti di bambini che dalla zona orientale e sud orientale dell’Ucraina, con i genitori o senza, si ritrovano oltre il confine. Non possiamo confermare i numeri di cui si parla, ma ci sono aree di confine pesantemente sotto assedio dove ormai è impossibile nascondersi o proteggersi. Ed è inevitabile che ci siano movimenti umani e spostamenti da queste zone".

"Come Nazioni Unite non abbiamo dati ufficiali sui bambini scomparsi", prosegue il portavoce di Unicef Italia, precisando che "invece abbiamo sotto gli occhi la situazione dei bambini cosiddetti ‘separati’, coloro che hanno superato il confine o anche che sono sfollati all’interno del territorio ucraino. Ma un conto dei bambini scomparsi non l’abbiamo, sebbene ci siano evidenze che sarà un numero molto alto. Non possiamo confermare le cifre che parlano di 70mila bambini scomparsi, né i 200mila bambini che sono stati evacuati o rapiti o in movimento forzato dall’Ucraina alla Russia. Siamo al corrente di movimenti di bambini dal confine orientale e sud orientale dell’Ucraina verso la Russia, ma è chiaro che le Nazioni Unite fino a questo momento non sono state in grado di verificare i numeri che circolano, proprio perché non abbiamo la possibilità di fare un’indagine indipendente nel territorio".

E tuttavia, afferma Iacomini, "ciò che ci preoccupa è il fenomeno dei bambini che rischiano di entrare in meccanismi di traffico, tratta e sfruttamento e che quindi, come spesso accade, scompaiono. Una crisi così grande e veloce purtroppo li espone a rischi come questi. E probabilmente in futuro i numeri di bambini scomparsi saranno impressionanti, di questo abbiamo espresso grande preoccupazione fin dall’inizio della guerra. Perché con cifre e spostamenti come questi la tratta e la scomparsa di questi bambini è il tema sul quale attenzionarci maggiormente, ancora di più dei movimenti verso la Russia.

(di Cristiano Camera)

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