Unicef: Nel mondo circa 93milioni di bambini disabili

Unicef: Nel mondo circa 93milioni di bambini disabili

Roma, 30 mag. (LaPresse) - Nel mondo ci sono circa 93 milioni di bambini affetti da disabilità moderata o grave e uno su 20 è al di sotto dei 14 anni. E' l'allarmante dato fornito dal rapporto Unicef sulla condizione dell'infanzia del mondo 2013 dal titolo 'Bambini e disabilità' presentato oggi a Roma presso il Coni. Una situazione che non può essere sostenibile, come denunciato dal presidente di Unicef Italia, Giacomo Guerrera. "I bambini con disabiltà - afferma - hanno gli stessi diritti degli altri e devono godere delle stesse opportunità perché sono una risorsa per il Paese". Il rapporto mette in risalto come la cifra salga a 165 milioni considerando i bambini sotto i 5 anni che hanno un ritardo nella crescita o sono cronicamente malnutriti. Le conseguenze della malnutrizione cronica, infatti, mettono i bambini colpiti a rischio di disabilità oltre che di carenze dal punto di vista cognitivo e scarso rendimento scolastico. La malnutrizione provoca, ad esempio, carenze di vitamina A a causa della quale tra i 250mila e i 500mila bambini rischiano di diventare ciechi. Anche la malnutrizione nelle madri, può portare a una serie di disabilità infantili prevenibili. Circa il 42% delle donne in gravidanza che hanno basso e medio reddito infatti sono anemiche e oltre una donna incinta su due in questi Paesi soffre di anemia da carenza di ferro.

L'Unicef sottolinea pure l'importanza fondamentale delle vaccinazioni nella prevenzione delle malattie, come la poliomielite, la cui incidenza è diminuita da oltre 350mila casi nel 1988 a 221mila nel 2012. Il rapporto parla poi di come l'accesso all'acqua ed ai servizi igienici nel mondo in via di sviluppo sia particolarmente difficile per i bambini con disabilità e come questi ultimi, ritenuti meno attivi sessualmente rispetto ai loro coetanei non disabili, siano quasi del tutto trascurati nel programma sulla salute sessuale e riproduttiva e sull'Hiv/Aids e di conseguenza abbiano un rischio maggiore di essere sieropositivi. L'Unicef spiega poi come la diagnosi precoce ed il trattamento delle invalidità possono prevenire le complicanze successive, ma sono spesso carenti. Situazione ancora più difficile per le bambine e le giovani donne con disabilità che non solo devono affrontare le disuguaglianze ed i pregiudizi subiti da molti disabili ma vengono anche limitate da ruoli di genere e barriere tradizionali.

Il rapporto, in sintesi, denuncia come la discriminazione a causa della disabilità sia "una forma di violenza". Un pensiero condiviso anche dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, che nel suo messaggio sottolinea come "in Italia l'impegno per l'inclusione dei più deboli deve essere coerente e di lunga lena, perché non lasciarli indietro è un interesse che riguarda innanzitutto la loro dignità ma coinvolge, allo steso tempo, il bene di tutto il Paese".

Sulla stessa lunghezza d'onda pure il ministro degli Esteri, Emma Bonino, secondo la quale "la cooperazione italiana nelle proprie linee di programmazione ed indirizzo per il triennio 2013-2015 identifica la tutela dei minori e delle persone con disabilità come settore di intervento prioritario e trasversale". E sulla crescita dei più piccoli grande importanza ha la scuola. Il numero uno dello sport italiano spiega come il tema dei bambini e della disabilità sia centrale nel mondo dello sport. "Vogliamo migliorare - spiega - quei numeri osceni di ragazzi che dai 12 anni a salire abbandonano ogni tipo di attività sportiva (circa il 40% della popolazione). Un Paese può vincere tante medaglie olimpiche ma bisogna creare una base per avere cultura sportiva che è figlia della cultura civica". Il presidente del Comitato Paralimpico, Luca Pancalli lancia infine un monito: "Per troppo tempo ci siamo adagiati sul welfare passivo - afferma - bisogna fare di più. Vogliamo costruire un mondo senza barriere e garantire un futuro a questi ragazzi".