Unicef: un giovane su tre in 30 paesi ha subito cyberbullismo -4-

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Roma, 4 set. (askanews) - "Uno dei messaggi chiave che emerge chiaramente dalle loro opinioni è la necessità di coinvolgimento e collaborazione dei bambini e dei giovani: quando è stato chiesto loro chi dovrebbe essere responsabile di porre fine al cyberbullismo, le opinioni erano ugualmente divise fra governi, fornitori di servizi internet (settore privato) e i giovani stessi", ha dichiarato Najat Maalla Mjid, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite sulla Violenza contro i Bambini. "Questa impresa ci unisce tutti, e dobbiamo condividere le responsabilità collaborando".

Come parte della campagna dell'UNICEF per porre fine alle violenze a scuola e nei dintorni, i bambini e i giovani da tutto il mondo nel 2018 hanno redatto un manifesto dei giovani per porre fine alla violenza, chiedendo ai governi, agli insegnanti, ai genitori e ai giovani stessi di aiutare a porre fine alla violenza e assicurare che gli studenti si sentano al sicuro a scuola e nei dintorni - anche chiedendo protezione online.(Segue)