UniCredit batte guidance 2021, 3,75 mld a soci in dividendi e buyback

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Il logo Unicredit presso una filiale a Roma

MILANO (Reuters) - UniCredit batte la guidance con i risultati del 2021 e conferma l'impegno a una remunerazione "significativa" degli azionisti con la proposta di distribuzione di 3,75 miliardi tra dividendi e buyback.

Il risultato è stato ottenuto nonostante il quarto trimestre abbia registrato una perdita netta contabile di 1,4 miliardi di euro, a causa di una serie di poste straordinarie negative attese.

Nel corso della presentazione dei conti, il Ceo Andrea Orcel ha ribadito che valuterà operazioni di M&A solo se non intralciano i piani di distribuzione del capitale dei prossimi due anni. La strategia della banca spinge più verso operazioni 'bolt-on' che di taglia significativa, ha aggiunto in conference call con gli analisti.

Ha poi confermato le indiscrezioni che indicavano UniCredit interessata alla russa Otkritie Bank. Il piano era di acquisire una quota di controllo in Ipo con conferimento delle proprie attività russe, quindi senza nessun impatto sulla dividend policy, ma è stato ritirato a causa dei rischi geopolitici, ha spiegato il banchiere.

Stamattina intanto UniCredit e Allianz hanno annunciato la firma di accordo quadro internazionale per rafforzare le partnership in Italia, Germania e nei paesi dell'Europa Centrale e Orientale (Cee).

Nel dettaglio in Italia vengono rinnovati fino al 2027 gli accordi in essere nei settori Vita e Danni "con margini di flessibilità strategica per UniCredit" a partire dal 2024, dice una nota congiunta.

Questo accordo sarà il modello con il quale UniCredit valuterà le altre partnership, ha detto Orcel, aggiungendo che quelle assicurative si ridurranno "in modo sostanziale".

Sotto la guida di Orcel dallo scorso aprile, UniCredit ha chiuso il 2021 con un utile netto sottostante di 3,9 miliardi contro la guidance di 'oltre 3,7 miliardi' e con un Rote del 7,5%.

Per il 2022 è confermata la guidance di un utile netto 'adjusted' sopra 3,3 miliardi, figura equivalente a 3,8 miliardi in termini di utile netto sottostante. Attesa una lieve crescita delle commissioni, mentre i costi resteranno stabili a causa dell'elevata inflazione nei paesi Cee, ha detto il Cfo Stefano Porro.

Il Cet1 contabile a fine 2021 è al 15,03%. Se calcolato pro-forma, includendo anche il buyback annunciato oggi per 2,58 miliardi che verrà eseguito nel 2022 dopo l'approvazione della Bce, è al 14,13%.

Il dividendo in contanti proposto dal Cda è complessivamente pari a 1,17 miliardi.

La banca ha battuto la guidance 2021 anche con i ricavi pari a 18 miliardi di euro (contro il target di 17,5 miliardi) e i costi pari a 9,8 miliardi.

Il cost/income è sceso al 54,6% a fine 2021 (-2,6 punti percentuali).

Nel quarto trimestre i ricavi si sono attestati a 4,4 miliardi, sostanzialmente invariati rispetto al trimestre precedente. In crescita margine di interesse (+6%) e commissioni (+1,8%), mentre flettono del 38% i proventi da negoziazione.

L'utile netto sottostante del trimestre è stato di 800 milioni, 600 milioni in più rispetto a un anno prima.

Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e il totale dei crediti è sceso al 3,6% nel trimestre.

L'istituto ha completato nel 2021 l'azzeramento del portafoglio 'non Core'.

(Gianluca Semeraro, in redazione a Milano Claudia Cristoferi)

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