UniCredit, Mps da valutare come altre opzioni - Padoan a stampa

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Pier Carlo Padoan, presidente designato di Unicredit, a Washington

MILANO (Reuters) - La crescita per linee esterne è uno degli strumenti a disposizione di UniCredit e l'ipotesi di una fusione con Mps sarà valutata come tutte le altre.

Lo dice in un'intervista a Repubblica il presidente designato di UniCredit Pier Carlo Padoan.

"Abbiamo voglia di crescere e di creare valore più di prima", dice Padoan.

"Siamo in una fase di profondo cambiamento e la crescita per linee esterne è uno degli strumenti a disposizione, anche se come è ovvio il cda non approverà nessuna operazione che non sia nell'interesse pieno di tutti i suoi azionisti", aggiunge.

L'ipotesi Mps "sarà valutata come tutte le altre, facendo i conti. In passato è stato posto il tema della neutralità di capitale, che è un tema importante perché preserva i risultati del lavoro di rafforzamento svolto negli anni scorsi".

Padoan respinge poi come "del tutto fuorviante" l'ipotesi che il suo ingresso in UniCredit sia stato voluto per agevolare la fusione con Mps: "Io non sono stato né chiamato né spinto dalla politica in UniCredit e continuo ad essere estraneo a pressioni politiche".

Per il periodo di transizione tra l'uscita del Ceo Jean Pierre Mustier, se lasciasse prima dell'assemblea di aprile, e l'arrivo del successore Andrea Orcel, "con la nostra struttura di top management la banca continuerà ad essere efficace dal punto di vista operativo ed amministrativo", assicura Padoan.

Nessun commento sulle indiscrezioni di un direttore generale, per cui si è fatto il nome di Carlo Vivaldi, come "traghettatore" da designare il 10 febbraio: "Eventuali decisioni del cda dipenderanno da un’eventuale uscita di Mustier prima dell'assemblea di aprile".

(Sabina Suzzi, in redazione a Roma Stefano Bernabei)