Un'idea unisce i partiti: l'obbligo di green pass per entrare in Parlamento

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AGI - L'obbligo del green pass per entrare in Parlamento non divide la politica. Anzi, al contrario, è un coro di sì a favore dell'estensione della certificazione verde per deputati e senatori.

A dirsi favorevole alla misura anche Matteo Salvini: "Se la politica impone il green pass ai lavoratori, e addirittura a chi fa volontariato, è ovvio che i politici devono essere i primi a rispettare queste regole, a partire dal Parlamento. Punto", afferma il leader leghista mentre è in corso il Cdm che sta defininendo il nuovo decreto contenente l'estensione dell'obbligo del passaporto verde a tutti i lavoratori, sia del settore pubblico che di quello privato.

Al termine della cabina di regia che ha proceduto la riunione del Consiglio dei ministri, è emerso che la nuova misura sarà valida anche per gli organi elettivi e istituzionali, mentre i tre organi costituzionali (Parlamento, Corte costituzionale e Presidenza della Repubblica) potranno "autoregolamentarsi" e "adeguarsi in coerenza".

E sia la Camera che il Senato sono pronti a farlo, come del resto - viene fatto notare - è sempre avvenuto finora rispetto a tutte le misure anti-covid adottate dal governo. I due rami del Parlamento attendono quindi di conoscere il testo ufficiale del nuovo decreto per poi decidere in merito: toccherà ai rispetti uffici di Presidenza e alle Conferenze dei capigruppo (alla Camera possibile già mercoledì prossimo) stabilire se l'estensione varrà anche per accedere nei due palazzi e, soprattutto, per deputati e senatori per entrare in Aula. 

"Il Parlamento accolga l'invito del governo a estendere l'obbligo di green pass anche a senatori, deputati e personale di Palazzo Madama e Montecitorio. I gruppi del Pd, nel pieno rispetto dell'autonomia delle Camere e sottolineando come siano sempre e prontamente state seguite le regole previste per il contrasto al contagio, ritengono che questa linea debba essere adottata quanto prima", affermano le capogruppo dem Simona Malpezzi e Debora Serracchiani, convinte che sia "importante che il Parlamento dia l'esempio".

Anche il costituzionalista e deputato del Pd Stefano Ceccanti osserva: "Di fronte all'espansione generalizzata del green pass nessuno capirebbe se restasse un'esenzione per i parlamentari". Dello stesso avviso la capogruppo di Iv alla Camera Maria Elena Boschi, che rivendica: "Siamo stati i primi, già a luglio, a chiedere, con una lettera ai presidenti di Camera e Senato, che il green pass fosse il requisito per accedere in Parlamento. Oggi è il governo a invitare il Parlamento e gli altri organi costituzionali ad adeguarsi sull'obbligo e ci auguriamo che la Camera si attivi subito".

Favorevoli alla misura anche i 5 stelle. Spiega Carlo Sibilia: "È doveroso dare il buon esempio, come tutti i lavoratori anche i membri delle istituzioni e dunque i parlamentari devono adeguarsi alle norme anti Covid". Sulla stessa lunghezza d'onda Forza Italia: "Siamo da sempre favorevoli al green pass. È per questo che chiediamo di estenderlo subito anche alla Camera e al Senato", afferma Sestino Giacomoni, membro del coordinamento di presidenza del partito azzurro.

Il dem Andrea Marcucci ricorda di aver "chiesto ai presidenti delle Camere di passare al green pass a partire dal mese di agosto. Sono contento che ora sia stato il governo a chiedere al Parlamento di adeguarsi. Il tempo della melina è terminato". Il vicecapogruppo di Coraggio Italia, Emilio Carelli, spiega di "condividere pienamente l'ipotesi, che sta avanzando in queste ore, di chiedere a Camera e Senato di adeguarsi all'obbligo del green pass".

Anche FdI, pur contestando da sempre la misura varata dal governo, ha più volte insistito che l'obbligo valga anche per i parlamentari, portando la questione in Aula e in capigruppo. Al momento l'unica voce in dissenso è quella del leghista Claudio Borghi, che non esclude di ricorrere alla Consulta: "Sono contrario all'estensione dell'obbligo di green pass per accedere in Parlamento. Intendo aspettare che il provvedimento arrivi in Aula e lì posso adire la Corte costituzionale". Il deputato leghista precisa: "Non voglio che si pensi che sono contrario perché ritengo che il parlamentare debba essere privilegiato. Anzi, sono contrario all'estensione dell'obbligo a tutti i lavoratori".

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