Unilever cambia la strategia per Grom e chiude 7 gelaterie

Cambio di strategia di vendita per la multinazionale Unilever che nell'ottobre del 2015 ha acquisito i gelati Grom dai fondatori, i torinesi Guido Martinetti e Federico Grom. Non più solo le tradizionali gelaterie che dal capoluogo piemontese si sono sparse in Italia e nel mondo, ma sempre piu' l'utilizzo della grande distribuzione e diversi canali di vendita.

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Un cambio visibile, a partire da Torino, dove fu aperta nel maggio 2003 la prima gelateria 'come una volta' e dove recentemente ha chiuso i battenti un punto vendita nella centrale via Cernaia, come del resto molti in altre città d'Italia. Nel 2019 sono state quattro le chiusure e altre tre sono previste nel primo trimestre di quest'anno. "Ai dipendenti assunti a tempo indeterminato - spiegano dalla società - diamo la possibilità di una ricollocazione in altre gelaterie".

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A oggi in Italia Grom conta ancora 46 negozi, oltre a due chioschi all'interno dei Carrefour Gourmet di Roma e Milano. "Negli ultimi anni - spiega una nota del Gruppo Unilever - c'è stata un'evoluzione del modello di business e una visione proiettata sul medio e lungo periodo, che tiene conto di nuove opportunità, nuovi canali e nuovi modelli di acquisto e consumo: alle gelaterie Grom affianca il canale 'on the go' con smart format come chioschi o biciclette gelato, la Gdo, i bar e il canale 'direct to consumer'. Definendo, quindi, una strategia multicanale a supporto del piano di crescita del brand".

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Una visione che "si traduce anche - prosegue la nota del Gruppo - in un'analisi della rete di vendita e nella scelta di chiudere alcuni negozi, mantenendo tuttavia il ruolo del retail come hub dell'esperienza e del dna di Grom. Per questo - si spiega ancora - abbiamo ristrutturato alcune gelaterie in Italia e stiamo valutando una nuova apertura sul territorio".

Per il marchio Grom l'Italia è il primo mercato " e continua a rimanere un Paese strategico". In questo senso la nuova strategia ha l'obiettivo "di accelerare ulteriormente la crescita che, in ogni caso, - si fa osservare - ha raggiunto dal 2015 al 2019 un complessivo +46,7%. Un dato comprensivo di tutti i Paesi e tutti i canali". 

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