Un'inchiesta riaffiora dalla Slovenia: nuove (e vecchie) ombre su Ceferin, il presidente dell'Uefa

Nuove (e vecchie) ombre sul presidente dell'Uefa, l'organismo europeo del pallone, lo sloveno Aleksander Ceferin (54 anni).

Proprio in coincidenza con l'inizio del Mondiali di calcio in Qatar, riemerge dalla stampa del suo Paese una storia giudiziaria datata 2016 e ripresa dal sito italiano Dagospia.

In quell'anno, Ceferin era "soltanto" il presidente della Federcalcio slovena, nonchè avvocato appartenente ad una potente dinastia del Paese.

Quel tratto di ferrovia...

Tutto cominciò nel 2008: per l'ammodernamento di 26 km di ferrovia tra Kocevo e Grosuplje, nel sud della Slovenia, opera dal costo previsto di 42 milioni di euro, il Direttore delle costruzioni delle Ferrovie statali slovene, Leon Kostiov, subappalta lavori per 390.000 ad una società chiamata NB Inzeniring, un'azienda risultata poi "fantasma", legata ad alcuni personaggi non proprio limpidi, come ad esempio Nihad Bešić, soggetto che nel corso degli anni ha dovuto affrontare diversi "incidenti" giudiziari.

E poi - oltre a Kostiov e Besic - c'è un terzo uomo: Milos Njegoslav Milovic, ex corpo speciale della polizia, capo della sicurezza personale di Janez Drnovšek, secondo presidente della Slovenia indipendente (2002-2007) dopo la secessione dall'ex Jugoslavia. E, in seguito, uomo di fiducia di Zoran Janković, sindaco di Lubiana dal 2006 ad oggi (con un solo anno di interruzione, tra il 2011 e il 2012).

Milovic è l'uomo di fiducia di tanti potenti sloveni: anche dello studio legale Ceferin, fondato dal patriarca Peter, e poi guidato dai figli Rok e Aleksander.
Rok è attualmente giudice della Corte Costituzionale slovena, Aleksander è addirittura presidente dell'Uefa.

Martial Trezzini/AP
Aleksander Ceferin, professione avvocato e presidente dell'Uefa. - Martial Trezzini/AP

Una tangente?

Dopo anni di indagini su questi lavori finanziati e mai fatti, due dei tre soggetti coinvolti nella vicenda della linea ferroviaria, Kostiov e Bešić, terminano la loro vicenda processuale con un patteggiamento e se la cavano con la miseria di 480 ore di servizi sociali.

Milovic viene assolto due volte, ma il Pubblico Ministero insiste, cambia quattro volte il capo d'imputazione e lo trascina alla Corte Suprema slovena. E Milovic, tuttora sotto processo, per evitare il peggio tira in ballo lo studio Ceferin e, in particolare, il presidente dell'Uefa.

Milovic non parla con i giornalisti, ma circola un documento - ampi stralci si trovano anche sul web - secondo il quale quei 390.000 euro sarebbero la parcella pagata allo studio Ceferin per una consulenza alla Ferrovie dello Stato slovene. Ma, è qui sta l'inghippo, secondo il documento di Milovic, quei soldi dovevano rimanere "non dichiarati".
Si tratterebbe, quindi, di una tangente.

Una versione, ovviamente, smentita da Aleksander Ceferin.

Darko Vojinovic/Copyright 2017 The AP. All rights reserved.
Di fronte a queste polemiche, Aleksander Ceferin prova a...turarsi il naso. - Darko Vojinovic/Copyright 2017 The AP. All rights reserved.

Salvataggio "nazionale"

All'epoca dell'esplosione del caso giudiziario, ad inizio 2016, Ceferin è in piena lizza per diventare presidente dell'Uefa (eletto il 14 settembre di quell'anno). E, per la Slovenia, sarebbe un "pezzo" importante di potere in Europa. Scatta così un'operazione-salvataggio di portata nazionale.
Il futuro presidente del calcio europeo viene, di fatto, posto sotto protezione da parte delle autorità politiche e giudiziare del suo Paese, con il contributo del procuratore Boštjan Jeglič, lo stesso Pubblico Ministero che ha cambiato quattro volte il capo di imputazione a Milovic, nonchè giudice della giustizia sportiva della Federcalcio slovena, di cui Ceferin, in quel momento, è presidente.

È andata proprio così? Tutti uniti per salvare Ceferin? La presunta tangente era davvero una tangente ed è restata impunita?

Non resta che attendere l'esito dell'ultimo grado di giudizio, ma difficilmente la Procura di Stato slovena farà marcia indietro, mettendo ufficialmente sotto inchiesta il presidente dell'Uefa.

Ma questi rumors bastano per mettere in serio imbarazzo Ceferin, pronto alla rielezione-Uefa da candidato unico, tra qualche mese. Rielezione che, con questa bega giudiziaria e la maggiore necessità di trasparenza, rischia di essere ben più complicata del previsto.

Euronews racconta

Quel giorno, il 14 settembre 2016, in cui Ceferin divenne presidente dell'Uefa...