"Un'infanzia dura ma a 6 anni già pensavo in grande. Non mi sono mai concessa il lusso di fermarmi"

Linda Varlese
franchi

“Quando sopravvivi, non hai più paura di niente”. È il messaggio che ho ricevuto da un amico che ha visto il documentario sulla mia vita. Trovo questa frase molto vera”. È il giorno della vigilia della sua sfilata milanese, eppure Elisabetta Franchi, stilista e imprenditrice a capo dell’omonimo brand con un fatturato di circa 123 milioni di euro e una distribuzione capillare di 84 negozi monomarca dislocati nelle città più importanti del mondo, trova il tempo di raccontarsi ad HuffPost. Ci raggiunge al telefono al termine di una giornata fervida di preparativi, ma la sua voce è squillante. Ce la immaginiamo con lo sguardo ceruleo, gli occhi di tigre che la vita le ha regalato e che le sono serviti per affrontare un percorso tutt’altro che in discesa. 

“Non ho avuto una vita semplice. Molti guardano il luccichio, ma dietro al successo c’è molta fatica”. Come racconta nel docufilm “Essere Elisabetta”, la Franchi è stata un bambina nata in una famiglia modesta. “Non ho mai conosciuto mio padre”, ci racconta, “siamo cinque figli con 4 padri diversi. Come dico sempre, mia mamma si andava a cercare con il lumino uomini sbagliati. Io di mio padre non ricordo neanche il volto. Un mese fa sono andata a cercarlo in un cimitero, mi sono arrampicata sulla scala di un tombino, l’ho trovato, l’ho anche mandato a quel paese perché avevo un dolore dentro che dovevo tirare fuori. Poi ho spedito una foto della tomba a mia sorella, che mi ha detto: “Ma guarda che non è lui: abbiamo riso per due giorni”.

 

Franchi

 

Eppure quella bambina di 6 anni, cresciuta con un uomo in casa, il compagno della madre, dal quale la sera doveva scappare per paura che, ubriaco, la picchiasse, oggi è una donna che non rinnega niente del suo passato: “Ogni cicatrice mi ha dato la forza di diventare la donna che sono oggi, chissà se fossi nata in un’altra famiglia, se non avessi superato quelle difficoltà dell’infanzia, chissà se oggi sarei Elisabetta...

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