Unione Italiana Food: come condire i 300 formati pasta italiana

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Image from askanews web site
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Roma, 6 lug. (askanews) - Esistono 300 formati di pasta, ma gli italiani ne "frequentano" abitualmente solo circa 10, che rappresentano il 60% del totale consumato ogni anno. Il più amato? Gli Spaghetti, che rappresentano un piatto di pasta su 5. Lo rivela un'elaborazione di Unione Italiana Food, secondo cui la top 10 della pasta rappresenta il 60% delle 1,4 tonnellate che consumiamo ogni anno. Per questo i pastai hanno dedicato al matrimonio tra formato e condimento il secondo appuntamento di #PastaDiscovery, un ciclo di incontri virtuali dedicati all'ABC della pasta.

Ma quali sono i formati di pasta più amati dagli italiani? La Top 10 costituisce quasi 900mila tonnellate di pasta su 1,4 consumate annualmente e vede in testa gli spaghetti, che rappresentano un piatto di pasta su 5 in Italia (e uno su 3 nel mondo), davanti a penne rigate e fusilli. Ai rigatoni la medaglia di legno. A seguire, farfalle, linguine, lumachine, bucatini, mezze maniche e lasagne. Ma su questa classifica nazionale ci sono delle variabili regionali. Al Sud, per esempio, ziti, ditalini, orecchiette e pasta mista risalgono le posizioni.

Giuseppe Di Martino, pastaio di Unione Italiana Food, spiega:"l'abbinamento della pasta è una materia tipicamente italiana. Se guardiamo alle forme, in Cina, nel Sud Est asiatico o in Giappone hanno solo noodles o ravioli, mentre noi italiani abbiamo creato nei secoli oltre 300 formati, figli della diversità, del territorio e della creatività del pastaio. Con questa tavolozza la nostra pasta non è mai noiosa, eppure nelle nostre dispense entrano in media solo 4-5 formati".

In realtà, l'abbinamento è perfetto quando percepiamo l'equilibrio tra formato e condimento. In genere, i formati più "gentili" come le farfalle si abbinano meglio con condimenti leggeri e freschi, come una pasta fredda con le verdure. Formati più strutturati (tortiglioni o bucatini), sposano salse robuste, vedi ragù di carne o Amatriciana. Formati grandi, come paccheri e ziti, sono ideali per condimenti che sappiano unire eleganza e consistenza, mentre le mezze maniche sono una pasta più "quotidiana" e versatile, adatta a sughi pratici e veloci ma anche alla struttura di una Carbonara.

E ancora, la superficie porosa o rigata cattura meglio i sughi più sciolti, mentre una texture più liscia è perfetta con sughi più "avvolgenti". La larghezza di tagliatelle e pappardelle tende a "spalmarsi" sulla lingua e quindi chiama un sugo saporito (come il ragù di cinghiale). Mentre le conchiglie raccolgono alla perfezione come in uno scrigno i sughi leggeri al loro interno.

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