Unioni Gay, teologo Maggi: "Apertura Papa non meraviglia chi è fedele al Vangelo"

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di Elena Davolio

La richiesta del Papa per cui le persone omosessuali dovrebbero essere protette dalle leggi sulle unioni civili "disorienta la Chiesa ma non meraviglia chi è fedele al Vangelo". Padre Alberto Maggi, che già quarant’anni fa dava la comunione agli omosessuali cattolici ben conoscendo le loro sofferenze per l’esclusione della chiesa, già immagina che all‘interno della Chiesa, tra i conservatori, ci sarà chi darà "dell’eretico a Papa Francesco. In realtà- osserva padre Maggi in una intervista all’Adnkronos - ogni forma d’amore è benedetta da Dio. Lo dice il Vangelo".

Padre Alberto è ancora più felice per questa apertura del Papa, fatta in un documentario a firma di Evgeny Afineevsky, perché come spiega è arrivata dopo un dialogo con Andrea Rubera e il compagno: "E’ una coppia di Roma - spiega padre Maggi - che io seguo da 25 anni. Lui e il compagno sono cattolicissimi e hanno vissuto in passato in una depressione totale per l’esclusione. Con il Vangelo in videocassetta sono rinati e hanno adottato tre bambini".

Padre Maggi ricorda quindi che, "nei secoli il matrimonio ha avuto una profonda evoluzione. Non è escluso che possa evolvere ancora in altre forme di amore, che oggi sono impensabili e che a molti fanno orrore, ma che sono una realtà. Il problema - io sono contento per quel che ha detto il Papa - è che la Chiesa arriva sempre in ritardo. Quante sofferenze per gli omosessuali. Anziché essere la locomotrice dell’umanità, la Chiesa sembra sempre l’ultimo carro che fatica ad andare avanti. Alla fine ci arriva, anche se tardi".

Quanto al dibattito che susciterà la presa di posizione del Papa, padre Maggi osserva: "E' un messaggio che mette in crisi l’autorità del Papa: fino a ieri si diceva no e ora arriva questo Papa che dice sì. Il dato è che smentisce di fatto l’insegnamento degli altri papi, anche se si sforzeranno a dire che si tratta di una affermazione in continuità. Questo Papa, in tutto quello che fa, è profondamente radicato nel Nuovo Testamento".

Padre a Maggi ricorda anche quando, interpellato sugli omosessuali, Bergoglio disse: ‘Chi sono io per giudicare?’. "Quella - ricorda padre Maggi - era una frase presa dagli Atti degli apostoli, San Pietro. Ma la frase disorienterà non pochi, penso a quanti sono arroccati su tradizioni: sarà difficile da mandare giù. La Chiesa dovrebbe ora andare avanti perché è la società che va avanti. Ma quella di Francesco è già una ammissione importante. Ora si creerà altri nemici, ma penso più all’interno. Bergoglio è una benedizione, era nell’aria dal primo momento in cui si è affacciato".