Università: al Festival della Sociologia di Narni si riflette sulla 'Nuova società' post-Covid

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Roma, 8 ott. (Labitalia) – Il sipario si è alzato sul Festival della Sociologia di Narni 2021, unico festival in Italia che dà la possibilità all'opinione pubblica di dialogare con le scienze sociali. La sociologia, confrontandosi con altre discipline, analizza l'impatto che la pandemia ha portato nella nostra società. Il tema che si è data questa edizione è la Next Society 'Natura, Cultura, Politica', per analizzare il cambiamento di rotta post pandemico. Tutte le pandemie, dalla peste di Atene fino alla spagnola più recente agli inizi del Novecento, hanno segnato una svolta nel genere umano. E proprio per questo nei dialoghi della tre giorni si prova a delineare una strada per la 'Nuova società'. "Questa è una bell'opportunità soprattutto per i ragazzi – dichiarano dall'organizzazione – che si cimentano con questa scienza. Hanno la possibilità di approfondire i loro studi sul campo, confrontarsi con i più grandi sociologi di fama internazionale approfondendo gli studi di Sociologia in un contesto informale dal forte valore culturale”.

Scelta coraggiosa quest'anno, nonostante l’emergenza pandemica, il Festival si terrà in presenza a Narni, fino al 9 di ottobre, con tutte le sicurezze previste rispettando le normative anti-Covid. Tanti gli ospiti e gli eventi che il Festival conta fra le sue proposte, come ogni anno nomi molto importanti come Francesco Profumo, Giuseppe De Rita, Alessandro Cavalli, Mario Morcellini, Francesco Giorgino, Maria Carmela Agodi, Franco di Mare, Annamaria Rufino, Carla Collicelli, Roberto Cipriani, Paola Borgna,Franco Ferrarotti, Paolo Jedlowski, Ercole Giap Parini, Raffaele De Giorgi, Chiara Saraceno, Ambrogio Santambrogio e un’occhio di riguardo per i giovani studiosi e ricercatori.

A Narni si discute di un ripensamento sulla prossima idea di società, quindi, anche a partire dalle riflessioni che la pandemia ha quasi imposto a questa disciplina scientifica, che sempre di più mira a diventare 'pubblica e socialmente utile'. Un’occasione di ricostruire i legami sociali, già messi a dura prova dalla nascita dei nuovi sistemi di comunicazione e ulteriormente indeboliti dall’esigenza di isolamento sociale che le norme anti contagio hanno imposto, visto il perdurare dell’emergenza sanitaria, e anche un’occasione per ripensare la scuola, l’università, e il futuro di giovani e famiglia.

Inaugurata anche la mostra 'Oltre i Naufragi' a curi di MinerVAArte, visitabile fino al 15 ottobre in varie location della città curata da Mariacristina Angeli, con la direzione artistica di Mauro Pulcinella e la collaborazione di Ugo Antinori e dedicata a Marco Collazzoni. Assegnati inoltre il premio Vilfredo Pareto per la Sociologia che è andato ex-equo, dopo varie ore di camera di consiglio del Comitato scientifico del Festival, alle due ricercatrici Alice Scavarda dell'Università di Torino e Laura Guercio dell'Università di Perugia. Un Festival, quindi, che si concentra sulle proposte di rigenerazione di una nuova società fondata sulla responsabilità e affidata in qualche misura al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Presente anche il Robot Nao, dell’Università degli studi di Torino. Nao possiede un linguaggio naturale ed è in grado di riconoscere il volto delle persone, rilevarne l’età, risponde ai comandi vocali e soprattutto coglie le emozioni nel viso delle persone: felicità, paura, tristezza e altro ancora. Nao ha indirizzato ai presenti un saluto nell’apertura dell’evento 'La sociologia in pubblico. Settant'anni dei Quaderni di Sociologia' e sarà presente anche sabato 9 ottobre al panel 'Social robot e riduzione delle diseguaglianze sociali'.

Importante spazio per la responsabilità sociale allo sviluppo sostenibile: le lectiones magistralis di De Rita e Profumo. Giuseppe de Rita, presidente Censis ha portato la sua esperienza di ricercatore sul campo – anche se, ci tiene a precisarlo, non è mai stato un accademico – approfondendo il tema della 'Responsabilità sociale della Sociologia'. “Ho fatto però il mestiere di ricercatore sociale dal 55 – ha dichiarato De Rita – e ho vissuto sempre la ricerca sociale come momento di responsabilità. Un momento di conoscenza da parte del ricercatore, momento di autocoscienza da parte della comunità in cui si svolge l'indagine, momento di autoregolazione della comunità stessa per cercare nuovi traguardi e per perseguirli. Quindi io ho questo vizio, diciamo così, di aver cominciato proprio a vedere la sociologia al servizio della società al servizio dei processi sociali. Mai un'osservazione dall'esterno, mai una capacità di distacco, ma sempre dentro con una responsabilità piena”.

Mentre Francesco Profumo, presidente Acri e già ministro, ha parlato di 'Un approccio olistico al tema dello sviluppo sostenibile': “Il mio obiettivo è portare l'attenzione sul fatto che le grandi sfide che l'umanità si troverà di fronte nei prossimi anni dovranno necessariamente essere affrontate con un approccio di ampio respiro. Nei suoi 17 obiettivi per uno sviluppo sostenibile l'Onu ha combinato la questione climatica ambientale con aspetti prettamente sociali. Lotta alla povertà istruzione giustizia parità di genere vita nelle città e lavoro. L'insieme di questi obiettivi declina lo scenario di un pianeta in cui l'uomo si prende cura della qualità della vita proprio di tutti senza scaricarne il costo sull'ecosistema e sulle generazioni future. Il modello di sviluppo adottato dall'umanità a partire dal secolo scorso ha ampiamente dimostrato tutti i suoi limiti”.

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