Università: ecco la sesta edizione della giornata nazionale del Merito

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Milano, 28 ott. (Labitalia) – La 'Giornata nazionale del merito' è l’incontro annuale per fare il punto della situazione e stimolare il dibattito sul merito nelle università e nel mercato del lavoro, privato e pubblico. Giunto quest’anno alla sua sesta edizione, con la collaborazione di Assolombarda e il supporto di Elite – A Euronext Company, l’evento è organizzato e promosso dal Forum della Meritocrazia, la prima associazione nazionale nata 11 anni fa per promuovere e diffondere la cultura del Merito nel Paese, i cui Main Partner sono 4Manager-Federmanager e Cfmt-Manageritalia.

Presentati in anteprima i dati 2022 del Meritometro, indicatore scientifico elaborato dall'associazione in partnership con l'Università Cattolica di Milano, che misura il livello meritocratico di 12 paesi d’Europa sulla base di sette pilastri: libertà, regole, trasparenza, qualità del sistema educativo, attrattività dei talenti, pari opportunità e mobilità sociale. I risultati del Meritometro aggiornati al 2022 verranno illustrati da Giorgio Neglia, consigliere del Forum della Meritocrazia, esperto di ricerca e sistemi formativi, ideatore e responsabile scientifico dell’indicatore.

Guardando alla mappa del merito in Europa, tra post pandemia e tensioni geopolitiche il quadro non è confortante: 4 paesi su 12 hanno risultati “in peggioramento”. Rispetto alle rilevazioni precedenti, si confermano sia la supremazia del modello “scandinavo” sia un’Europa “a più velocità”. Le performance peggiori riguardano i pilastri delle “pari opportunità” e della “qualità dei sistemi educativi”. All’Italia va purtroppo la “maglia nera”: con un punteggio di 25.48, si conferma anche quest’anno ultima nel ranking europeo, sia nel punteggio complessivo, sia nei singoli pilastri, come dal 2015 (primo anno di rilevazione) in poi. Oltre 9 punti la distaccano dalla penultima in classica (la Polonia) e ben 43 dalla prima (la Finlandia). I maggiori gap si registrano nella qualità del sistema educativo e nella trasparenza. (report completo su richiesta).

Il focus dell’evento sarà sul ruolo fondamentale delle imprese nel promuovere la buona governance. Si parlerà infatti della ‘G’ dei criteri Esg, un aspetto che riguarda da vicino la meritocrazia – perché la meritocrazia è trasparenza, pari opportunità, equità, inclusione. Si alterneranno vari interventi per affrontare la questione da diverse prospettive: 'Giovani e donne, il capitale meno valorizzato d'Europa', Maria Cristina Origlia, presidente Forum della Meritocrazia, dialogherà con Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e direttore del 'Center for Applied Statistics in Business and Economics' dell'Università Cattolica.

Di 'Una corporate governance sostenibile per le pmi' ne parlerà Silvia Stefini, consigliera Forum della Meritocrazia, insieme a Marta Testi, ceo di Elite – Euronext, e Sandro Catani, of counsel andersen e presidente collegio dei saggi di NedCommunity; 'Dal board al management meritocratico' conversazione di Laura Zanfrini, consigliera Forum della Meritocrazia, con Michela Conterno, ceo Lati industrie termoplastici, e Ivo Boniolo, co-founder e chief operating officer E-Novia; 'Come misurare il merito in azienda' di Paola Corna Pellegrini, vicepresidente Forum della Meritocrazia, a colloquio con Laura Bruno, hr head Sanofi Italy, ed Enrico Appi, HR – 'Your People Team!', Bonprix Italy.

"Nel contesto attuale, ci pare particolarmente importante l'approccio scientifico al Merito, che ha sempre contraddistinto la nostra associazione", dichiara Maria Cristina Origlia, presidente del Forum della Meritocrazia. "Partire dai numeri per mappare la realtà e agire di conseguenza, è il metodo più corretto -continua- per costruire un ecosistema favorevole allo sviluppo di idee, competenze e talenti di tutti, a cominciare dai giovani. I dati ci dicono che siamo un Paese dove le condizioni della famiglia di origine condizionano ancora molto l'accesso ai livelli di studio superiori (universitari e post-universitari). Ma anche che siamo il Paese europeo che meno valorizza il suo capitale umano, soprattutto giovanile e femminile. Ecco perché quest'anno, ci soffermiamo sulla governance meritocratica e sulla misura del merito agito nelle organizzazioni, come precondizione di un successo sostenibile, così come definito dal Codice di Corporate Governance aggiornato nel 2020. Una scelta strategica per tutte le imprese italiane, che vogliano fare del buon governo il loro asset più importante", conclude.