Università, il certificato verde serve solo per le attività in presenza

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green pass università
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In seguito al caso dell’Università di Trieste, giungono chiarimenti in merito all’utilizzo del Green Pass per le attività in presenza e gli esami da remoto. Ecco cosa c’è da sapere.

Green Pass, il caso dell’Università di Trieste

Come noto, a partire dal 1° settembre il Green Pass è obbligatorio per i docenti e il personale che lavora negli atenei così come nelle scuole. Nel caso delle università riguarda anche gli studenti. Da qui la decisione dell’Università di Trieste di imporre il green pass ai propri studenti, non solo per seguire le lezioni in presenza, ma anche per gli esami da remoto.

Le parole del rettore

“Noi non possiamo far finta che non esista l’obbligo per gli studenti universitari di avere il green pass: l’obbligo serve per spingere gli studenti a vaccinarsi, non per garantire ai no vax di stare a casa e fare gli esami a distanza, che sappiamo, ci hanno salvato lo scorso anno ma non sono la stessa cosa degli esami in presenza – aveva spiegato il rettore Roberto Di Lenarda in un’intervista al Corriere – Sarebbe stato più facile abolirli del tutto, li abbiamo mantenuti, ma soltanto per chi veramente non può venire in Ateneo”.

Green pass, obbligatorio solo in presenza

Una decisione, quella dell’università di Trieste, che ha attirato inevitabilmente l’attenzione. Ebbene, proprio su questa vicenda è giunta di recente una circolare del ministero che ha sottolineato come l’uso della certificazione verde, per studenti e professori, riguardi solo le attività in presenza.

Nel testo della circolare, infatti, si legge: “Deve ritenersi che il riferito obbligo per gli studenti si estenda a tutte le attività didattiche e curriculari in presenza, quali, ad esempio, lezioni, esami, laboratori, prove, tirocini, sedute di diploma e ricevimento da parte dei docenti, nonché per le attività connesse, quali, sempre a titolo esemplificativo, l’accesso a biblioteche, aule studio, laboratori, eventi, mostre, concerti, ecc..”.

Green pass, le parole di Nicola Provenza

Onde evitare applicazioni differenti a seconda della regione di appartenenza, è stato deciso che l’utilizzo del green pass può essere regolato solo da una legge dello Stato. A tal proposito Nicola Provenza, deputato del Movimento Cinque Stelle in commissione Affari sociali, ha dichiarato: “Oggi in commissione Affari sociali abbiamo approvato un emendamento a mia prima firma che circoscrive l’utilizzo del Green Pass: ora la norma precisa che un diverso utilizzo del Green Pass può essere disposto solo con legge dello Stato e prevede il divieto per chiunque di disporne un impiego differente da quello al momento previsto”.

Per poi aggiungere: “In questo modo armonizziamo la normativa con quanto disposto dal Regolamento UE 2021/953. Quando si introducono provvedimenti di questo tipo bisogna avere un’attenzione particolare perché si va ad incidere su diritti fondamentali della persona e per questo l’obbligo di legge appare quanto mai opportuno. Così fermiamo l’uso fantasioso del Green Pass che in questi giorni sta alimentando le cronache di giornale e un possibile uso differenziato tra Regioni. Una circostanza che dovrebbe far riflettere anche sulle distorsioni che ha causato il nuovo Titolo V della Costituzione, portando, soprattutto in un ambito delicato come quello della salute, a una babele che durante la fase più critica della pandemia ha creato caos e confusione”.

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